Il Carpi aspetta il 28 per muoversi Capitan Pezzi al corso allenatori
L’ex presidente della Lega Pro, Mario Macalli, si schiera al fianco del club biancorosso: «Se fossero state premiate Bari e Reggiana che succedeva?»
L’eco del vociare dei primi tifosi radunatisi al Thribune bar si diffonde tra le lamiere e il cemento del Cabassi e si perde sui campi da gioco deserti. Nonostante il verdetto della Figc, che ha deliberato la ripresa di tutto il calcio professionistico, il Carpi non si muove. I giocatori continuano gli allenamenti casalinghi e per ora non si parla di ripartire. Fino al 28 maggio, quando Governo e Figc si incontreranno, rimarrà tutto così, non solo per via Marx. Troppa la confusione all’orizzonte, con medici e giocatori in rivolta che mettono in serio dubbio ogni ipotesi di ritorno in campo per la categoria.
CHI PENSA AL FUTURO
C’è anche Enrico Pezzi nella lista degli ammessi al “Corso combinato licenze C e D” organizzato dal settore tecnico della Figc. Il capitano della squadra di Riolfo troverà sui banchi un paio di ex biancorossi: Fabrizio Melara, Federico Serraiocco e Giacomo Poluzzi. Il corso permette l’abilitazione ad “Allenatore di base Uefa B”, primo step obbligatorio per chi voglia intraprendere la carriera di allenatore e abilitano a poter guidare tutte le prime squadre fino alla Serie D compresa e tutte le giovanili, con l’esclusione delle formazioni Primavera e Berretti.
L’EX MACALLI
Sul tema dei campionati è intervenuto anche Mario Macalli, dirigente sportivo di lungo corso che nel 2012 battè proprio Gravina nella corsa alla presidenza di Lega Pro. Anche lui sembra condividere il criterio adottato dall’Assemblea di Lega, che aveva fermato i tornei e promosso il Carpi come quarta squadra della categoria: «Tutti auspicavano di ottenere i risultati sportivi sul campo – ha detto ai microfoni di Tuttosalernitana – ma a cospetto dell’emergenza bisogna aggrapparsi ad altro. 56 presidenti su 60 (sic) avevano chiesto di concludere anzitempo la stagione, con le tre promozioni e la quarta di conseguenza stabilita con altri criteri. Nessuno può dimenticare, tuttavia, che è la Figc e non la singola Lega a decidere sui format dei campionati. Secondo me avevano scelto una strada indolore: promuovere il Monza quasi irraggiungibile aveva una logica, è la quarta a scatenare la bagarre».
Sulla quale ha le idee molto chiare: «Il famoso algoritmo ha scontentato Bari e Reggiana, ma se avessero premiato loro e non il Carpi che succedeva?». —
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