Modena 1965 deve rinunciare al Memorial Mucchi, ma vuole fare una meta all’emergenza
Mazzi: «Ci dispiace non aver potuto organizzare il torneo giovanile, ma ripartiremo con grandi e bambini appena conosceremo le regole»
Si sarebbe dovuto giocare oggi l’edizione numero 11 del “Mucchi”, il torneo di minirugby organizzato dal Modena Rugby 1965 che ogni anno richiama a Modena 1200 bambini e riempie l’impianto di Collegarola con oltre 4mila presenze. L’imponente macchina organizzativa del torneo, composta da più di 200 volontari, quest’anno non si è messa in moto, fermata da un virus che ha dimezzato la stagione e posto serie incognite sulla ripartenza dell’intero movimento: “Il ‘Mucchi’ ci manca – spiega Alessandro Mazzi, presidente del Comitato organizzatore –. Ci manca la preparazione, l’atmosfera, la gente, le partite. In questo periodo ci mancano tante cose, senza attività il club perde la sua anima. Il “Mucchi” è l’evento centrale della nostra stagione sportiva, l’appuntamento che ci riunisce e una vetrina straordinaria per il club. L’appuntamento è rimandato, bisognerà aspettare ancora un anno e probabilmente sarà un’edizione particolare, diversa dalle altre: sarà durissima replicare il successo delle ultime edizioni, ma ci faremo trovare pronti come abbiamo sempre fatto”. A Collegarola l’attività è ancora sospesa, in attesa delle linee guida della Federazione: “Stiamo facendo tutte le verifiche del caso – spiega Mazzi, che è anche direttore sportivo del Modena Rugby –, ma determinanti saranno i dati medici. Ricominciare senza le indicazioni fornite dal protocollo nazionale non ha senso, secondo noi, e in questa nostra scelta abbiamo avuto il pieno sostegno delle famiglie. Questo non significa che siamo fermi, tutt’altro: stiamo valutando un piano di ripartenza graduale, a partire dai Seniores fino al minirugby, e anche in queste settimane di lockdown i nostri allenatori sono sempre stati vicini ai ragazzi, organizzando contest e attività, inviando video con esercizi e giochi”. Non c’è il rischio che con la distanza si disperda la passione ovale? “Credo proprio di no, soprattutto tra i più piccoli c’è una gran voglia di tornare a giocare, ma anche ai nostri “vecchi” manca tanto l’erba di Collegarola. Molto dipenderà dalle modalità con le quali si potrà tornare a giocare: il nostro sport – conclude Mazzi – mal si concilia col distanziamento, la grande sfida sarà riprendere in sicurezza mantenendo intatto lo spirito di questo sport”. —
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