Bearzotti: «Modena, darò sempre tutto per questa maglia»
«Mi sono trovato benissimo e mi dispiace per lo stop giunto mentre stavo rientrando. Giocare senza tifosi è surreale»
Enrico Bearzotti non vede l’ora di tornare a sgroppare sulla fascia di un campo di calcio e a rendersi protagonista di quelle volate che hanno conquistato anche i tifosi del Modena, prima che un infortunio lo mettesse fuori dai giochi proprio sul più bello: «Non vedo davvero l’ora di ricominciare – ha confermato l’esterno di Palmanova ai microfoni di “1912 Station”, la web radio gialloblù – e aspetto solo di capire se lo si potrà fare per chiudere questa stagione oppure soltanto quando arriverà il momento di preparare la prossima. Ho ancora un altro anno di contratto, sono contento di essere arrivato in una città e in una piazza come Modena e darò il massimo per tenermi stretta questa maglia, perché sto bene e perché ho tanta voglia di dimostrare il mio valore.
Il campionato, purtroppo, è stato interrotto proprio quando mi ero ormai ripreso completamente dall’infortunio: è stato un dispiacere doppio, visto che ero stato costretto a fermarmi nel momento migliore a livello di continuità di presenze e prestazioni. Ero carico e deciso a fare la mia parte con la massima determinazione. Ed è stato un peccato anche per il Modena: avevamo trovato la quadratura del cerchio e i risultati che ci erano mancati all’inizio della stagione, quindi sarebbe stato bello vedere dove saremmo riusciti ad arrivare. Purtroppo è esplosa l’emergenza Coronavirus e ci siamo dovuti fermare».
«Allenarsi a casa - ammette Berzotti - non è la stessa cosa, così come non sarà la stessa cosa riprendere a giocare. Da quando c’è la possibilità di uscire e stare un po’ all’aria aperta, però, si riesce sicuramente a lavorare meglio, ma non sarà mai uguale ad allenarsi con un preparatore atletico e insieme ai compagni di squadra.
Per quanto riguarda le partite, ho visto la ripresa della Bundesliga e ammetto che mi ha fatto un po’ tristezza: per noi calciatori il pubblico è essenziale, l’atmosfera che si respira in una partita è incredibile.
Per questo fa effetto vedere uno stadio vuoto e silenzioso, in cui le uniche voci che senti sono quelle degli allenatori e dei giocatori in campo.
Quando ho visto i calciatori del Borussia Dortmund esultare senza potersi nemmeno avvicinare a chi aveva segnato mi è venuto spontaneo immortalare il momento e pubblicare la foto su Instagram con i tre puntini di sospensione. Noi siamo abituati a gioire: il gol è un’emozione, una sensazione che si descrive con una curva che “esplode”, con gli abbracci in campo. Tutto questo mi fa già capire bene che, almeno quando si ripartirà, il calcio sarà completamente diverso da prima. Ma dovremo abituarci anche se sarà dura scendere in campo in questo clima surreale che speriamo possa cambiare in tempi non troppo lun».
L’esterno del Modena, arrivato la scorsa estate a titolo definitivo dal Verona, nel periodo di stop del campionato provocato dalla pandemia ha potuto dedicare più tempo ai suoi studi universitari: «Se si vuole trovare un aspetto positivo di questi mesi trascorsi a casa, oltre al fatto di poter dire di stare bene che è la cosa più importante, è che sono riuscito a dare più esami del previsto. Proprio nell’ultima sessione ne ho dati due e sto attendendo l’esito: speriamo siano andati bene». —
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