L’annuncio di Malagò: «I mondiali di sci di Cortina slittano al 2022»
Ancora un cambio di programma per il calendario dello sci alpino e per Cortina in particolare.
I Campionati del mondo che avrebbero dovuto disputarsi sulle nuove piste della Perla delle Dolomiti nel 2021 slittano di un anno. Si gareggerà a marzo del 2022, subito dopo le Olimpiadi di Pechino (previste dal 4 al 20 febbraio).
L’ha annunciato ieri sera il numero 1 del Coni nazionale Giovanni Malagò, ospite in diretta a «Che tempo che fa» su Rai2.
«Il presidente della Federazione italiana, Flavio Roda, porterà al board della federazione internazionale la volontà di spostare l’evento iridato» ha affermato Malagò che ha aggiunto: «Sono anni che si lavora con la Federsci e con il presidente del comitato organizzatore dell’evento Alessandro Benetton e, dopo ben cinque tentativi andati a vuoto, siamo riusciti ad ottenere i Mondiali, un test per i Giochi olimpici che sono stati assegnati all’Italia nel 2026. Questa è una scelta sofferta».
Non solo. È uno shock per il circo bianco, un colpo per Cortina che si vede cancellare il secondo evento sulla neve, dopo le finali della Coppa del mondo annullate il 10 marzo quando fu annunciata la pandemia.
E una doccia gelata per gli atleti, costretti a un tour de force nel corso del 2022, mentre il 2021 sarà un’altra stagione senza obiettivi di punta sulla neve e senza appuntamenti di lusso.
Resterà in calendario la Coppa del mondo che, come ha spiegato lo stesso direttore di gara Markus Waldner, «costringerà tutti ad essere molto flessibili. Ci sono poche certezze per le tappe, anche per le classiche».
Il virus insomma ha colpito ancora. Il motivo della scelta del Comitato olimpico è economico. Come lo è per il calcio. La federazione degli sport invernali è garante di molti aspetti finanziari, si tratta di decine di milioni di euro.
Spiega ancora il presidente Malagò: «Se a ottobre ci fosse un problema non sarebbe possibile correre ai ripari. Perché i Mondiali non sono solo una gara di sci, ma si tratta di far arrivare i tecnici, i preparatori, i giornalisti. Quindi, per lavorare in sicurezza rinviamo tutto di un anno».
Il virus quindi decide sempre e comunque. Lo sport ha solamente due scelte, «si perde sempre - chiude il presidente - ma bisogna ragionare». —
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