Gazzetta di Modena

Sport

calcio 

I club litigano sul calendario E portano Sky in tribunale

Guglielmo Buccheri
I club litigano sul calendario E portano Sky in tribunale

Il nodo: ripartire dai recuperi della giornata dimezzata o dalla successiva? Decreto ingiuntivo per i diritti tv non pagati, Dazn e Img chiedono di rateizzare

3 MINUTI DI LETTURA







Qualche curva ancora e il calcio si presenterà sul rettilineo finale di un percorso lungo e pieno di incertezze. La linea d’arrivo è quella di una ripartenza che verrà formalizzata, domani, dal governo, le curve sono gli ultimi nodi rimasti in campo.

I club di serie A aspettano il via libera del ministro per lo Sport Spadafora interrogandosi, e dividendosi, su come ridisegnare il proprio cammino. Meglio ricominciare il 13 o 20 giugno dai quattro recuperi rimasti in sospeso (Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Torino-Parma e Verona-Cagliari) o da una giornata, la ventisettesima, completa?

Per la prima ipotesi giocano società come l’Inter o la Lazio e la ratio di una tale scelta è racchiusa nella volontà di mettere tutte e venti le concorrenti alla pari in fatto di partite disputate il più presto possibile. Per la seconda strada spinge la questione di opportunità e, soprattutto, di immagine: il nostro sarebbe uno dei quattro campionati top d’Europa a rimettersi in moto dopo la Bundesliga e farlo in una versione spezzettate - con solo quattro recuperi - non renderebbe omaggio al momento.

Senza contare come sulla decisione - venerdì spetterà all’Assemblea - pesino le contrapposizioni legate ai tempi della preparazione: una settimana in più o meno prima del via viene considerata dai club discriminante non secondaria.



Recuperi o dieci gare seppur spalmate nel fine settimana, la stagione riprenderà un discorso interrotto lo scorso 9 marzo. Dal pomeriggio del gol dell’attaccante del Sassuolo Caputo al Mapei Stadium di Reggio Emilia («Restate a casa», la scritta sulla sua maglia) più di due mesi e mezzo fa molto è cambiato e moltissimo cambierà. Sul tavolo della Lega c’è, fra l’altro, una partita, quella con le tv, aperta ed imprevedibile: in queste ore, i club hanno formalizzato il decreto ingiuntivo a Sky per l’ultima rata non versata i primi di maggio, ma non a Dazn ed Img (titolare dei diritti per l’estero) perché Dazn ed Img hanno presentato un piano di rateizzazione che è ora all’esame delle società. «I contratti vanno rispettati», hanno ribadito dalla Lega alla vigilia di un contenzioso dai mille risvolti anche in chiave futura.



Dentro le ultime ore di attesa per il sì al calcio giocato c’è spazio per un ministro, Spadafora, che continua a chiedere i gol in chiaro per tutti come antidoto agli assembramenti nei locali davanti alle partite. Club e tv fanno melina e si presenteranno all’appuntamento di domani con il governo a mani vuote.

Che cosa accadrà dopo? Spadafora annuncia tempesta con un comma in cui si sospendono gli effetti della legge Melandri e che dia vita alla novità. Le ultime curve del nostro pallone sono insidiose. Fra 48 ore, il quadro sarà chiaro e, soprattutto, avremo data e calendario della nuova ripartenza.

Date e calendario a cui, in queste ore, sta lavorando anche l’Uefa: il 17 giugno l’esecutivo voterà sul format Final Four per le coppe ad agosto. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google