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presidente provinciale della Figc 

Vincenzo Credi: calcio, Vigili del fuoco, Croce Blu e una vita sul campo

«Lavoro in banca e faccio tutto il resto solo per volontariato Il Coronavirus ha colpito duro, ma c’è voglia di reagire»

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Vincenzo Credi, 53 anni, presidente Figc di Modena, funzionario di banca, volontario per i Vigili del Fuoco e soccorritore d'emergenza alla Croce Blu, racconta la sua esperienza in prima linea nella lotta al Covid-19: "Il bilancio è pesante. Quando presto servizio l'adrenalina scorre a mille: basta il minimo errore di svestizione per infettarmi, ma la soddisfazione di aiutare chi ha bisogno è superiore". Sulla ripresa: "Incontro persone che si sono lasciate andare anche psicologicamente, dobbiamo aumentare la solidarietà. Il calcio ripartirà in sicurezza"

"Sono vigile del fuoco dal 1986, mentre sono entrato a far parte dei soccorritori della Croce Blu ancora prima, all'età di 16 anni. E' tutto volontariato, il mio lavoro è in banca, come funzionario. Dopo il terremoto, l'alluvione e due trombe d'aria pensavo di aver visto tutto, ma mi sbagliavo: la pandemia ha aperto scenari che non avrei mai immaginato".

In questi mesi Credi ha fatto gli straordinari. "Ci sono stati giorni molto intensi, con una serie continua di chiamate. Lo stress è stato alto, l'adrenalina è corsa a mille: nonostante fossimo tutti bardati, bastava un minimo errore nella svestizione per rischiare di contagiarsi. Fortunatamente io sto bene. Mi sottopongo periodicamente all'esame sierologico ed è emerso che non sono mai venuto a contatto con il virus".

Che presti servizio come autista dell'ambulanza, come soccorritore o come capo squadra del Comando dei Vigili del Fuoco di Modena, il Delegato Figc emiliano è spinto da quei valori che orientano profondamente la sua vita.

"Vedere star male la gente ed aiutarla anche con piccoli gesti, come una parola o una battuta in dialetto, mi dà una grande soddisfazione. Ricordo ancora quando, durante il terremoto del 2012, portammo giù dal sesto piano una signora anziana di 93 anni. Era letteralmente paralizzata dalla paura, ma trovò comunque la forza di alzare una mano per accarezzarmi il viso. Non lo dimenticherò mai. In questi mesi noi Vigili del Fuoco stiamo facendo quello di cui c'è bisogno, dal consegnare le mascherine a casa delle famiglie ai servizi di spesa e di mensa. Il livello di povertà si è alzato. Le persone reclamano soldi, le aziende sono chiuse, si avverte paura. Per alcuni il peggio deve ancora arrivare”.

L'Emilia Romagna è stata tra le regioni più colpite dal Coronavirus. "Siamo anche stati molto bravi a gestire l'epidemia. Assieme a quella veneta, la nostra sanità si è confermata un'eccellenza".

La stagione dei campionati dilettantistici è stata ufficialmente archiviata. Come e quando si potrà ripartire e quale situazione stanno vivendo le Società di Modena?

"Paradossalmente nella nostra provincia ho avuto un paio di richieste di affiliazione in più. C'è molta voglia di ricominciare; riprenderemo quando ci saranno le condizioni di massima sicurezza. Ci attende un anno di transizione, in cui potranno esserci gironi meno numerosi e trasferte più brevi per tutti i club, in modo da contenere i costi. Sono fiducioso: il calcio dilettantistico riaprirà e torneremo a divertirci tutti insieme". —



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