Fantuzzi: «Un grande onore far parte di quel gruppo»
Il modenese del gruppo era l’allora 21enne Tiziano Fantuzzi (che ancora oggi gioca in Promozione maschile con i Giganti dopo una lunga carriera) che ricorda quello spogliatoio così speciale: «C'era ottimismo di riuscire nell'impresa ma comunque una grande tensione perché Porto San Giorgio era squadra con un grande allenatore (McMillen, ndr) e giocatori molto forti come Pieri, Bortolot, Marcovaldi e il modenese Massimo Marchetti. Il clima fu comunque sereno tutto l'anno con tanta voglia di scherzare, era uno spogliatoio con diverse anime in cui fu fondamentale il lavoro di tessitura fatto da capitan Santini all’interno». E su coach Michelini aggiunge: «Michelini fece un lavoro eccezionale sia dal punto di vista tecnico che tattico. Lavorò molto sulle motivazioni. Per qualche giocatore era l'occasione della vita. La città ha risposto alla grande ed alla bella il pubblico è stato incredibile con oltre 6mila presenze. La prima volta del basket in serie A per Modena è stato un sogno che per molti si è avverato. Per me la soddisfazione di far parte di questo grande gruppo e di essere l'unico modenese del roster». Il Burghy è il passato, quale futuro per il basket ci sarà a Modena? Domanda difficile, per Stefano Michelini «i tempi sono cambiati, il contesto è diverso e non ci può essere più l’attività di quegli anni, ciononostante speriamo che tutto questo fervore che c’è oggi e questo discorso di cui si parla di unità delle società modenesi vada si concretizzi grazie a questo grande imprenditore che ha catalizzato l’interesse ed il fervore in città e che corrisponde al nome di Livio Proli».—
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google