Michelini: «Ho ancora negli occhi i seimila al Palapanini per Gara 3»
Il tecnico del Burghy oggi collabora con la PSA e fa il commentatore del campionato su RaiSport: «Fu un’avventura unica e irripetibile»
l’intervista
Stefano Michelini ha avuto una grande carriera dopo Modena arrivando a fare anche il vice di Ettore Messina in Nazionale. Oggi collabora con la PSA Modena e fa il commentatore del campionato italiano di basket su RaiSport, così ricorda quegli anni: «Mi sconvolge ancora oggi il pensiero di quel Palapanini pieno, non entrava più neanche uno spillo, c’erano 6mila persone, allora non c’erano i vincoli e le persone erano assiepate sui gradoni».
Sensazioni 28 anni dopo «Dico solo che da sei anni sono tornato a Modena con la PSA e sono felicissimo di questo perché mi ha permesso di ridare indietro alla Modena sportiva di basket almeno un po’ di quelle emozioni vissute grazie ad una stupenda città e all’impegno della famiglia Cremonini. Per me è sempre una gioia rivedere quelle immagini impressionanti dello spareggio, l’anno prima arrivammo alla bella in finale con Rimini che si chiuse con qualche contestazione nel finale, fu la molla l’anno dopo per ripartire per vincere con lo stesso gruppo di persone oneste e vere, con cui realizzammo un sogno. Era un gruppo con cui c’erano momenti di grande confronto e rispetto. Mi colpì la consapevolezza di volere essere i più forti, un atteggiamento che si prolungò anche in serie A2, ho rivisto di recente la vittoria contro la Fortitudo in A2, storica, ma uscimmo senza esultare, perché sapevamo di volere essere lì. Fu un gruppo di persone innanzitutto di grande spessore umano con cui siamo ancora tutti in contatto. Ricordo al di là dei tre anni vincenti, il clima e la capacità del gruppo di risolvere i problemi come capitò con Lockhart ad esempio nell’anno della A2».
Aneddoti «Il venerdì sera prima di Gara3 ero agitato, quella promozione era il sogno della mia vita, arrivare in A con le mie forze, per cui in allenamento ero nervosissimo, tant’è che ad un certo punto Giovanni Noli sospese l’allenamento prese il pallone sotto braccio, mi si avvicinò e mi disse: stai calmo e zitto fino a domenica sera e domenica sera siamo tutti in A».
Il momento clou «Ce l’ho ben chiaro in mente, la vittoria in stagione regolare a Porto San Giorgio prima dei playoff, in un ambiente caldissimo. Partita complicata in cui allungammo a 5’ dalla fine con autorevolezza. In quel momento ebbi la consapevolezza che avevamo fatto un salto di qualità tecnico raggiungendo una nostra forte identità».
Il ricordo del cuore «Non mi dimenticherò mai le 6000 persone in Gara3 e tanta passione nella città di pallavolo più importante del mondo, così come porterò sempre con me la passione della famiglia Cremonini. Un altro Burghy è possibile? Temo di no, il mondo è cambiato, il basket è cambiato, ci dobbiamo godere quello che è stato, senza nostalgie e guardando avanti, io il mio contributo l’ho dato in quegli anni come negli ultimi 6 a Modena». —
F.MOR.
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