Carpi, Bonacini torna alla carica: «Playoff anche per il primo posto»
Attacco alla Lega Pro: «Cinque consiglieri e un presidente non decidono vita o morte dei club Ci sono figli e figliocci: io ero stato l’unico il 5 aprile a voler giocare»
Sul futuro della Serie C deciderà l’imminente Consiglio federale. E chissà che l’esito non siano proprio i play-off facoltativi previa promozione delle prime tre suggerito dal Consiglio direttivo di Lega Pro, che di tutti gli attori in commedia è senz’altro quello che si è ritagliato il ruolo più originale. In un batter di ciglia è passato dal sorteggio ai play-off per censo, riuscendo nuovamente a spiazzare tutti. Anche il patron biancorosso Stefano Bonacini, per il quale più che il merito, conta il metodo: «Cinque consiglieri e un presidente promuovono e fanno retrocedere le squadre – ci ha detto – decidendo morte e vita delle società. Sono decisioni che può prendere solo un’Assemblea che poi le riporta al Consiglio federale. Sto parlando di metodo e rispetto, che in questa Lega non ci sono. Io ho fatto per due anni il Consigliere di Lega di Serie B e tutti gli altri presidenti sapevano benissimo di cosa discuteva il Consiglio che poi portava le proposte in Assemblea. Lì si votava e si decideva, ma i presidenti avevano già ricevuto in anticipo l’ordine del giorno. Qui addirittura non ci dicono che c’è un Consiglio. Ho parlato con altri presidenti e nessuno lo sapeva. E per di più decide retrocessioni promozioni e playoff a chiamata. Non credo di dover aggiungere altro». E dopo il metodo, c’è pure il merito. In particolare la promozione diretta di Monza, Vicenza e Reggina: «Se in Serie A non dovessero riuscire a ripartire e optassero per i play-off, non farebbero vincere il campionato alla Juventus facendo partecipare le altre per stabilire chi va in Coppa. Così come in B il Benevento non sarebbe promosso. Invece qui si fanno figli e figliocci». Poi chiarisce: «Il 5 di aprile sono stato l’unico tra 60 a voler giocare.
Nessun altro ha detto che voleva farlo. In maggio in 52 presidenti hanno deciso che non si giocava più. Solo a quel punto abbiamo fatto valere il merito sportivo, ma fino a quel momento per me era giusto giocare. Non ho mai avuto pretese. Il merito sportivo è uscito dopo una votazione che ha deciso di fermare il campionato. A quel punto era l’unico modo, e lo dice anche la Uefa, per individuare la quarta promossa». E se si giocassero i play-off facoltativi: «Il Carpi ci sarà». —
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