Gazzetta di Modena

Sport

Giomi: «Siamo pronti a fare ripartire l’atletica italiana»

Giacomo Molteni
Giomi: «Siamo pronti a fare ripartire l’atletica italiana»

Il presidente della Fidal: «Tappa fondamentale i Campionati di Endurance in programma a Modena, evento che rappresenta una grande novità»

2 MINUTI DI LETTURA







“Le bocce si riprenderanno, ne sono sicuro, lo capisco vedendo tanti amici pronti a rimboccarsi le maniche in nome dello sport che amano”. E’ questo in sintesi, sul difficilissimo momento che sta attraversando una delle discipline sportive più radicate nel nostro territorio, il pensiero di Achille Aquilini, il dirigente boccistico modenese che, a cavallo tra gli anni ’90 re il nuovo millennio, ha lasciato un segno indelebile sul percorso di crescita compiuto da questo sport dalle nostre parti. A partire da quando nel 1993, eletto presidente del comitato provinciale gialloblù, seppe valorizzare al meglio la grande impiantistica di cui la provincia modenese, disponeva, e tutt’ora dispone, ponendola all’attenzione dei vertici federali ed ottenendo in cambio l’organizzazione di tre Campionati Italiani in tre anni consecutivi. in una di queste occasioni ebbe la memorabile l’intuizione di scegliere come “location” della cena d’onore il Club Europa ’92, di proprietà come noto di Luciano Pavarotti, per poi portare, grazie alla sua impareggiabile abilità diplomatica, al tavolo di dirigenti nazionali stupefatti nientemeno che lo stesso Maestro… Ma la sua capacità di dare visibilità alle bocce, togliendole dall’immagine-ghetto di sport popolare e per pensionati in cui molti ancora le inquadravano, fu dimostrata, in quegli anni e in quelli ben più numerosi che lo videro, dal 1996 al 2012, presidente regionale, anche dalla sua diffusione sempre maggiore su stampa e televisioni. Ora Aquilini, ormai 80enne e da qualche anno “pensionato” da ruoli dirigenziali ma mai allontanatasi da quel mondo in cui era entrato sin dal ’54, bazzicando i campi del Circolo Sirenella vicino casa di cui ben presto divenne giovanissimo consigliere, vuole lanciare un messaggio di speranza e di incoraggiamento . “Il Covid - dice – ci ha privato, in senso purtroppo letterale, di tanti amici, emiliani come di altre regioni, che hanno contribuito a rendere importante un gioco antico quanto il mondo trasformandolo in uno sport di pari dignità rispetto ad altri ben più reclamizzati, ma secondo me privi di quei valori di socialità che le bocce sanno esprimere. Ecco, proprio questa componente di socialità non deve essere dimenticata da chi è alle leve di comando. In tanti sono pronti a ricominciare, compresi dirigenti disponibili a riaccollarsi il peso di responsabilità fattesi più grandi, rispettando naturalmente regole precise. Devono però essere regole attuabili nel nostro contesto, che non stravolgano lo spirito di questa disciplina; altrimenti, ciò vorrebbe dire la fine ingloriosa di un pezzo illustre della storia sportiva nazionale. SE io che ho 80 anni ho fiducia, spero che in tanti ben più giovani ma animati dalla stessa passione non siano da meno”. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google