Cade ultraleggero, muoiono giovani promesse del nuoto
ROMA
Nuova tragedia nei cieli del Lazio. A pochi giorni dal velivolo biposto che si è inabissato nel Tevere a Roma, un ultraleggero con a bordo due giovani promesse del nuoto è precipitato ieri mattina pochi secondi dopo il decollo a Nettuno, a pochi chilometri dalla Capitale. Per i due atleti non c'è stato nulla da fare. Toccando terra il piccolo aereo si è incendiato e in pochi istanti è stato completamente avvolto dalle fiamme. Le due vittime, il pilota Gioele Rossetti, 23 anni romano e il passeggero Fabio Lombini, 22enne di Castrocaro Terme, erano atleti della Fin e Lombini era stato finalista anche agli europei di vasca corta a Copenaghen. «Fabio era arrivato ad Ostia da tre giorni per allenarsi, sognava le Olimpiadi. Gioele era un pilota esperto, sono sconvolto», dice i presidente della Federnuoto Paolo Barelli. I carabinieri della compagnia di Anzio, arrivati sul posto assieme ai vigili del fuoco, indagano sull'accaduto. Dalle prime verifiche emergerebbe che l'ultraleggero è precipitato circa 30 secondi dopo il decollo. Al momento si ipotizza un guasto tecnico. A quanto ricostruito, l'ultraleggero era del padre di Rossetti. Il giovane pilota aveva una notevole esperienza di volo come dimostrano anche i tanti video e le foto pubblicati sul suo profilo Facebook che lo ritraggono felice ai comandi. —
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