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L’allarme di Rampinini: «Sassuolo, una ripartenza con tanti rischi»

p.s.
L’allarme di Rampinini: «Sassuolo, una ripartenza con tanti rischi»

«Dal caldo all’aumento degli infortuni. Fondamentale avere cinque cambi. La differenza starà nelle motivazioni: chi ne  ha di più, farà meno fatica»

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Come allenarsi e giocare ogni tre giorni? Come far sì che il rischio infortuni sia ridotto e che i calciatori possano recuperare per poter giocare così tante partite in meno di un mese e mezzo? Un parere, molto autorevole, è quello di Ermanno Rampinini, responsabile del laboratorio di valutazione funzionale del centro Mapei, che negli anni ha lavorato naturalmente con il Sassuolo ma anche con Juventus, Marsiglia e Monaco ed è autore del libro ‘La fatica nel calcio’. Rampinini ha parlato di questi temi con il Corriere della Sera, partendo dalla Germania (il primo grande campionato a essere ripartito, e per ora ancora l’unico, dove gli infortuni nelle prime partite sono aumentati in modo considerevole): “E questo nonostante i tedeschi abbiano saggiamente scelto di far trascorrere una settimana tra la prima e la seconda partita – spiega Rampinini -. Siamo di fronte a una combinazione di fattori nuovi per tutti: un lungo periodo de-allenante, con una fase costrittiva senza precedenti, una preparazione breve e uno sforzo intenso e prolungato, con partite ogni tre giorni. Senza dimenticare il caldo”.

Un cocktail che rischia seriamente di risultare indigesto e che il Sassuolo, ad esempio, affronterà aumentando il numero di atleti a disposizione (sono stati aggregati alla prima squadra ben dieci ragazzi della Primavera, anche per mantenere alta lòa qualità degli allenamenti) e con un turn over che sarà inevitabilmente molto ampio e, per così dire, studiato a tavolino da mister De Zerbi e dai suoi collaboratori. Ma torniamo alle parole di Rampinini: “Se si giocano 60 minuti invece che 90, il dispendio non è inferiore di un terzo, ma quasi della metà. E poter cambiare cinque giocatori per partita è fondamentale. Si giocherà tutto su equilibri sottili tra il rischio di rompere i giocatori adesso per carichi eccessivi e quello di portarli poco allenati al momento delle partite. La differenza la faranno le motivazioni: chi ne ha di più, farà meno fatica”.

Insomma, come sempre anche in questo caso sarà importante l’aspetto mentale senza dimenticare, però, la grande attenzione a non spremere troppo gli atleti, nemmeno quelli in condizioni migliori. —

p.s.

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