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Sassuolo, Romagna: «Calcio e studio possono coesistere»

P.S.
Sassuolo, Romagna: «Calcio e studio possono coesistere»

serie a. il difensore infortunato si è buttato sui libri per laurearsi 

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E’ l’unico neroverde che non sarà a disposizione per la ripresa del campionato, ma in questo periodo sta impiegando il suo tempo, oltre che per recuperare dall’operazione per la ricostruzione del tendine rotuleo lesionato proprio nell’ultima gara disputata, anche per mettersi avanti con gli esami universitari. Filippo Romagna, ieri al Mapei Football Center per salutare i compagni di squadra e lo staff tecnico, ha parlato ai microfoni di Radio Rai in ‘Zona Cesarini’ di calcio e di… studio. “Sto sfruttando questo momento per studiare – spiega proprio Romagna, alle prese con la facoltà di Scienze motorie -, i miei compagni sono carichi e pronti per recuperare. Mi sono fatto male all'ultima giornata di campionato, ne avrò ancora per un po' di tempo ma sono sulla buona strada, sono stato operato a Brescia l'11 marzo e sto proseguendo nel recupero".

Il lockdown è stata l’occasione per portarsi avanti col lavoro di studente universitario, un impegno che, secondo Romagna, è compatibile con la professione di calciatore di alto livello: “Secondo me, assolutamente sì, soprattutto se stiamo parlando di un giovane, come nel mio caso. Un allenamento può durare tre ore totali, hai tanto tempo libero durante la giornata e devi sfruttarlo al meglio. Discorso diverso per chi ha famiglia, ma un ragazzo come me può portare avanti le due attività parallelamente, senza tralasciare nulla. Mi favoriscono agli esami perché sono un calciatore di serie A nel Sassuolo? No, non penso proprio. I professori e la facoltà vengono incontro su altre cose, ad esempio ci mettono a disposizione una tutor o ci accordiamo per gli orari degli esami, ma non chiudono un occhio". Si resta sull’argomento università: "Purtroppo pochi altri calciatori seguono questa strada, molti mollano a causa degli impegni. Questo percorso però ti prepara per il post carriera ed è molto importante, perché la carriera di un calciatore termina massimo attorno ai 40 anni, studiare ti allena la mente e ti prepara per quello che accadrà dopo il calcio giocato. Alle superiori ho fatto il primo anno il liceo scientifico, pubblico. Poi, avendo fatto il settore giovanile alla Juventus, sono entrato nello Juventus College e ho fatto gli altri 4 anni lì, scienze applicate”. Veniamo al Sassuolo, non prima di una battuta (“mi chiamano già dottore o professore? Non ancora… ma sono sulla buona strada”): “Il 21 contro l’Atalanta se riesco, sarò a tifare per i miei compagni allo stadio. I ragazzi bene, hanno voglia di riprendere. Riprendere – ragiona il difensore centrale ex Cagliari – è importante. Bisogna differenziare i due discorsi, il calcio dall'industria. Per evitare tanti fallimenti, è giusto che si riprenda a giocare. Il calcio è il nostro lavoro e la nostra passione ed è giusto ricominciare, sicuramente ci deve essere alla base la sicurezza sanitaria".

Da ultimo una confidenza sui suoi riferimenti: “Ho potuto ammirare da vicino grandi difensori come Chiellini, Barzagli e Bonucci. Sono stati e sono difensori top, ho avuto la fortuna di rubare qualcosa da loro in allenamento”. —

P.S.

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