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Daniele Lavia, a Modena la chance della vita «Ogni giorno vivrò un’emozione diversa»

Francesco Cottafava ; F.C.
Daniele Lavia, a Modena la chance della vita «Ogni giorno vivrò un’emozione diversa»

«Conoscere Giani di persona, giocare al PalaPanini non da avversario, i tifosi: tutto favoloso. Sogno un posto alle Olimpiadi» 

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Modena Volley si è mossa prima di tutte le altre big di Superlega offrendo un contratto, già diversi mesi fa, a Daniele Lavia. Il miglior prospetto tra i giovani italiani, classe '99, il prossimo anno giocherà titolare all'interno del Pala Panini, un'occasione unica sia per lui che Modena. Una scommessa da entrambe le parti, ma come ha ricordato recentemente Andrea Giani: «Tutti i campioni si sono formati a Modena».

Sarà Daniele Lavia il prossimo fuoriclasse, per giunta italiano, che il Pala Panini applaudirà?

«Mi hanno tutti parlato bene del Giani allenatore, intraprendere un percorso con lui, per un giovane come me, è molto importante - ha raccontato lo schiacciatore calabrese ai microfoni di Rai Sport - Non vedo l'ora di ascoltare i consigli che mi darà. Sarà poi una grande emozione conoscerlo di persona».

Lavia, quali sono le sensazioni nell'arrivare a Modena?

«È un'emozione indescrivibile. Far parte di una squadra come Modena, la più titolata e conosciuta a livello mondiale, è favoloso. L'altro giorno stavo pensando a tutti i sacrifici che ho fatto in questi anni, l'approdo a Modena mi ripaga qualcosina dai...(sorride ndr)».

Giocherai al Pala Panini.

«Tanta roba. Giocarci dentro da avversario è veramente complicato, però adesso mi sto immaginando come sia scendere in campo al Pala Panini da protagonista. Sicuramente spettacolare. Sono impaziente di cominciare questa nuova avventura: voglio conoscere l'ambiente e voglio conoscere i tifosi al più presto».

Come si arriva a conquistare una maglia come quella di Modena?

«Personalmente ho sempre impostato tutto sul lavoro. Ho fatto tanti sacrifici, mi sono sempre allenato bene e ho lottato su ogni singolo pallone. Questa è la mia impostazione di base. Però non devo fermarmi proprio adesso perché devo fare ancora tanta strada, spero di poter migliorare ancora molto per aiutare Modena».

Una stagione che partirà in maniera particolare.

«Iniziare a giocare senza tifosi, o con pochi tifosi, sicuramente non sarà semplice. Mi ricordo l'ultima partita che ho giocato a Ravenna in casa senza tifosi, contro Vibo, è stata bruttissima. Per Modena, questo fatto, è ancora più svantaggioso».

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

«Vengo da un'annata straordinaria perché ho conquistato la maglia della nazionale e quella di Modena, un anno davvero super per me. Però mi attende un altro anno altrettanto fondamentale perché voglio lottare per strappare un posto per le Olimpiadi».

Non giocherai però con Zaytsev.

«Mi dispiace per Ivan. L'ho conosciuto in nazionale e mi sarebbe piaciuto giocare un anno insieme a lui, anche perché mi ha dato tanti consigli che mi sono serviti per la crescita. Gli auguro il meglio per tutto».

Sei anche uno studente, come riesci a conciliare il professionismo con lo studio?

«I miei genitori mi hanno sempre imposto lo studio a fianco dell'attività sportiva. Finché andavo a scuola era sicuramente più complicato gestire le due cose, avevo tempi da rispettare, mentre ora, con l'università, posso gestire in autonomia il tempo che dedico allo studio. Tutto è diventato più semplice. A me è sempre piaciuto studiare, se lo si vuole, quindi, si può trovare un equilibrio. Tra l'altro lo studio è un allenamento per la mente, essenziale per noi pallavolisti che dobbiamo giocare anche con la testa».

Il tuo modello di schiacciatore?

«Ho ammirato Papi quando ancora giocava, fuoriclasse. Se devo sceglierne uno che è in attività, sicuramente Juantorena. Un atleta incredibile». —



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