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I primi passi del Carpi dopo 87 giorni: allenamenti di gruppo già in settimana

Fabio Garagnani

Tamponi e test sierologici per i biancorossi al lavoro al Cabassi e all’antistadio in attesa di conoscere il format della ripresa  

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Prime corsette per i biancorossi di Riolfo, ben 87 giorni dopo lo stop del 10 marzo. I giocatori si sono allenati individualmente divisi in piccoli gruppi, in parte sul campo principale e in parte all’antistadio. Gli ultimi arrivi erano previsti per la serata e oggi il gruppo sarà al completo. A metà della prossima, arrivati gli esiti di sierologici e tamponi a cui tutti si sono sottoposti, Pezzi e compagni potranno allenarsi insieme, sempre nel rispetto del protocollo.

LA FORMULA

Le prime direttamente in Serie B, le altre ai playoff organizzati come da regolamento vigente: sembra questa la tendenza prevalente all’interno della Figc, sempre a patto che il Fondo salva calcio sia sufficiente per convincere le più riottose, cioè Siena, Renate, Pontedera, Albinoleffe e Arezzo. Nel caso sarà tutto da vedere come gestire le eventuali defezioni. L’alternativa è stabilire nuove regole e riscrivere il tabellone. Più realisticamente si cercherà di guadagnare tempo dove si può, ad esempio giocando in gara singola la finale. Serpeggia anche l’ipotesi di giocare tutto in turno unico, ma sfocerebbe in uno spin-off della commedia principale perché ci sarebbe da decidere a chi spetta giocare in casa. Aperture nelle ultime ore verso playout che coinvolgano anche le ultime classificate.

L’ALGORITMO

La corsa alla definizione dell’algoritmo di Gravina pare trovarsi ad un bivio: media punti secca (punti fatti su partite giocate poi moltiplicato per il numero di giornate) oppure somma tra media punti in casa e fuori casa (proiettate su 19 partite). La seconda versione introduce un criterio arbitrario, tanto che pure la Lega di Serie A ha storto il naso. L’una o l’altra soluzione segnerà il destino del Carpi. A formula dei playoff confermata, con la media punti secca, il Carpi sarebbe la miglior seconda ed entrerebbe ai quarti saltando tre turni. Vorrebbe invece dire promozione nel caso tutto si fermasse definitivamente. Con la distinzione casa-trasferta slitterebbe invece al terzo posto, superato dalla Reggiana che strapperebbe lo scettro di miglior seconda. E’ l’unico scossone rilevante alla classifica nel passaggio tra l’uno e l’altro sistema di calcolo, perché per il resto non cambierebbe granché. Delle 266 squadre distribuite dalla Serie A alla D ne sarebbero interessate 27, solo 10 tra i professionisti. Per 19 di queste, scalare o salire in classifica è ininfluente ai fini di playoff, retrocessioni e promozioni. Passando da media punti secca a casa-trasferta, oltre alla Reggiana che riprenderebbe il secondo posto, le uniche variazioni che spostano equilibri riguarderebbero la Pro Patria che sopravanzerebbe il Como all’undicesimo posto del Girone A, piazzamento che potrebbe valere i playoff se la Juventus U23 vincesse la Coppa Italia, e due avvicendamenti al confine tra retrocessione e salvezza in Serie D. Per le altre 239 non cambia nulla. Tra queste il Modena, visto che anche in media punti sarebbe sotto alla Triestina in virtù della differenza reti, criterio che sostituirà gli scontri diretti. —



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