Sassuolo, Caputo: «Sarà complicato concentrarsi nel silenzio dello stadio»
L’attaccante neroverde: «Giocare senza tifosi è davvero brutto. Le cinque sostituzioni? Sono contrario»
“Andrà tutto bene. Restate a casa”: queste sei parole, scritte con un pennarello rosso su un foglio un po' stropicciato, sono l'ultimo ricordo della Serie A prima del lockdown e dei lunghi mesi senza pallone: «Trovai quel foglio nello spogliatoio, il pennarello rosso e via: fu una cosa istintiva, in linea con il mio carattere» - racconta Ciccio Caputo in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport- «il silenzio di quella partita (Sassuolo-Brescia, ndr) era surreale, non mi era mai capitata una cosa del genere. Sembrava un’amichevole, anzi un allenamento. Non è facile giocare in quell'atmosfera». Non è facile, ma bisognerà abituarsi in fretta, perché questo è quello che ci aspetta per i prossimi due mesi: «La differenza più grande tra giocare a porte aperte e chiuse sono le parole, senza tifosi si sentono quelle degli avversari, allenatore compreso. Sarà difficile perché in campo non pensi a quello che dici, l’istinto prevale, servirà attenzione, con gli arbitri soprattutto, io cerco sempre di essere rispettoso ed educato, bisognerà evitare ogni tipo di protesta. – spiega l'attaccante neroverde – A porte chiuse invece devi fare uno sforzo maggiore per concentrarti sulla partita. Però un boato, un brusio, un’improvvisa reazione della gente, possono essere preziosi e aggiungere qualcosa alla tua visione della gara. Anche i punti di riferimento nello stadio di casa sono leggermente diversi se non ci sono i tifosi: insomma, è proprio un’altra cosa». Il Sassuolo è stata l'ultima squadra a scendere in campo e la prima a riprendere gli allenamenti dopo la sosta forzata dovuta al coronavirus: «Abbiamo una voglia incredibile di giocare. Inizia un mini-campionato nel quale cercheremo di mettere in difficoltà tutti. I primi allenamenti sono stati duri, perché lavorare a casa non è come farlo in campo, i ritmi sono diversi, ma stiamo procedendo in modo graduale». Una gara ogni tre giorni e il caldo, due novità mica da poco, tant'è che saranno consentite cinque sostituzioni, non una buona notizia per gli attaccanti: «Infatti io sono contrario, ma capisco che possano essere utili per prevenire gli infortuni. Uno stop di una certa gravità ti farebbe chiudere la stagione, quindi bisogna stare attenti. Secondo me il vero pericolo è il caldo, ma ce la faremo con gli allenamenti giusti, il recupero giusto, l’alimentazione giusta, la vita giusta. Però io continuerò ad arrabbiarmi anche se dovrò uscire a due minuti dalla fine», scherza Ciccio, che ha un obiettivo ben preciso da raggiungere: «A inizio stagione mi ero ripromesso di battere i sedici gol dello scorso anno. Poi è nata questa scommessa con Alex Del Piero e allora voglio arrivare fino in fondo: ai venti che mi consentiranno di andare a cena con lui ne mancano sette, e io ci credo». —
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