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Sassuolo, Magnanelli: «Cosa conterà? Avere pochi infortuni e la testa libera»

Paolo Seghedoni
Sassuolo, Magnanelli: «Cosa conterà? Avere pochi infortuni e la testa libera»

Il capitano neroverde parla della ripresa del campionato: «Brutto giocare negli stadi vuoti ma dovremo adattarci» 

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l’intervista



“La voglia di ripartire è tantissima”. Francesco Magnanelli, capitano e bandiera del Sassuolo, morde il freno. Il centrocampista umbro, a Sassuolo da sempre, parla del ritorno in campo ormai imminente: “Siamo stati, sportivamente parlando, nella terra di nessuno: non sapevamo come e quando ripartire e il Paese aveva altro a cui pensare ed è stato giusto così. E’ però vero che quando si è potuto ricominciare la voglia è esplosa. L’importante è ripartire nella massima sicurezza: il Sassuolo sta applicando tutti i protocolli del Comitato Tecnico Scientifico, la società è stata molto attenta e noi cerchiamo di fare del nostro meglio, cercando di allenarci nel migliore dei modi possibili e nella massima sicurezza”.

Magnanelli riavvolge il nastro e spiega: “C’è stata preoccupazione certo, prima di tutto la preoccupazione generale per il Paese. Una volta che si è trovata una strada poi è stati giusto riprendere. Dico la verità ho pensato che non si potesse fare, ma la scelta di provare a ripartire è quella più logica, con la speranza di poter davvero finire questo campionato”.

Il lockdown è alle spalle, ma Magnanelli lo ripercorre rapidamente: “In questi momenti ci sono stati alti e bassi, cose positive e negative: bisogna sempre cercare di prendere il meglio e pensare in positivo. Ognuno di noi ha cercato di sfruttare al meglio quello che ci capitava. Abbiamo vissuto bei momenti in famiglia, una cosa che la quotidianità di solito non ti permette di vivere, c’è chi ha ripreso piccoli hobby o attività… ci sono stati anche momenti positivi. In tutto questo però non possiamo dimenticare il dramma, le difficoltà, le notizie sempre peggiori, la preoccupazione per familiari e amici. Io e la mia famiglia siamo stati molto fortunati, ma per chi ha vissuto difficoltà con familiari e conoscenti non è stato semplice. E’ stato un momento molto difficile che non dimenticheremo mai”.

Il capitano neroverde parla anche degli allenamenti e dello stato di forma del Sassuolo: “Ho sempre pensato che i tempi per preparare una stagione ce l’avessimo, alla fine sono quasi cinque settimane di allenamenti, quasi un ritiro estivo. La differenza è che venivamo da due mesi e mezzo di attività passiva, questa è la vera grande incognita. Giocheremo tante partite ravvicinate in poco tempo, in un periodo anomalo, nessuno di noi ha mai giocato così tanto in questo periodo dell’anno. Stiamo lavorando sia sulla base aerobica che a livello tecnico e tattico. Veniamo da buonissime settimane di lavoro, non abbiamo avuto grandi intoppi, ora dobbiamo ritrovare il ritmo partita e chi lo trova prima farà una ripartenza migliore. Stiamo lavorando su questo, facciamo partite in famiglia, non possiamo fare amichevoli e allora ci ‘scanniamo’ tra di noi”.

Il Sassuolo, al momento dello stop forzato, era lanciatissimo: “Avevamo trovato già prima di Natale una quadratura molto importante: solidità, identità ben precisa, convinzione nei nostri mezzi e risultati – ricorda Magnanelli -. Sarebbe stato molto bello poter continuare il campionato, però ripeto abbiamo ripreso nel migliore dei modi, la squadra conosce a memoria le idee del mister, ripartiamo da una buonissima base stiamo bene e potremo toglierci soddisfazioni. E’ un campionato a sé quello che ricomincia ora, servirà tutta la rosa a disposizione e credo che il mister darà a tutti la possibilità di poter dare il proprio contributo. La qualità del gruppo verrà fuori, dovremo essere bravi a distribuire le energie, a non pensare troppo alle vittorie e alle sconfitte perché si giocherà una partita dopo l’altra. Servirà restare concentrati ma avere anche la testa molto libera: chi avrà meno infortuni e testa libera potrà fare la differenza e riuscire a ottenere un’ottima classifica”.

Per finire una battuta sull’apertura degli stadi: “Al di là della situazione del Paese le persone e le società intelligenti in questo momento devono programmare il futuro. Per non farsi trovare impreparati è bene mettere giù basi fin da adesso, nel momento in cui ci sarà via libera dovremo farci trovare pronti. Giocare negli stadi vuoti è veramente brutto, il fattore campo inciderà meno e magari si vedranno anche partite belle, ma il pubblico è un motore troppo importante per noi giocatori e per il calcio. E’ quasi uno sport diverso, ma dobbiamo finire questo campionato nel migliore dei modi e speriamo di vedere il pubblico al più presto”. —

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