La Juventus cerca brillantezza Il Napoli si affida a Mertens
Mercoledì alle 21 all’Olimpico la sfida per il trofeo fra passato e presente di Sarri I bianconeri inseguono il gol che venerdì è mancato, Gattuso non avrà Ospina
roma
Mercoledì alle ore 21 allo stadio Olimpico va in scena la finale della Coppa Italia fra Napoli e Juventus in quello che può essere definito come “il derby di Maurizio Sarri”, proprio lui che si sarebbe aspettato qualcosa in più dalla sua Juventus: bene la fase difensiva, molto meno quella offensiva. Al netto del rigore di Cr7 finito sul palo e la conclusione fuori di poco di Douglas Costa in apertura, le azioni pericolose si contano sulle dita di una mano. Di fatto è capitato tutto nella prima mezz'ora poi la Juve è calata. E non è riuscita a sfruttare la superiorità numerica, complice l'espulsione di Rebic dopo un quarto d'ora. «Sono molto soddisfatto per i primi 30’ poi abbiamo abbassato i ritmi e perso un pò di lucidità» la sentenza del tecnico al termine della prima gara dopo tre mesi. Ed è su questo che Sarri sta lavorando insieme al suo staff: c'è bisogno di brillantezza atletica e mentale, anche se non sarà semplice farlo in così pochi giorni. Oggi sarà già l'antivigilia della sfida che metterà in palio il primo trofeo in Europa dell'era post-Coronavirus. Ieri mattina la squadra si è allenata in due gruppi: lavoro defatigante per chi ha affrontato il Milan venerdì, sessione tecnico-tattica con partitelle ed esercitazioni a tema per tutti gli altri. Si attendono notizie confortanti dall'infermeria, anche se i tre indisponibili per il Milan (Chiellini, Ramsey e Higuain, oltre a Demiral) difficilmente recuperano. Oggi allenamenti al mattino alla Continassa.
Un traguardo raggiunto per Mertens, un traguardo a un passo per Gattuso. Esce così il Napoli dalla semifinale di Coppa contro l'Inter. «Ciro» Mertens che ha segnato nel silenzio del San Paolo il suo gol n. 122, staccano Hamsik e diventando il capocannoniere all time del Napoli. Il gol 121 era arrivato contro il Barcellona in un urlo collettivo, quello di ieri si è consumato nell'abbraccio con Insigne che gli ha dato l'assist a porta vuota ma che sottolinea anche come l'unione dei due piccoletti davanti proseguirà con la firma del belga su un biennale. «Leggenda» lo definiscono sui social Koulibaly e Ghoulam, i tifosi si sono spellati le mani davanti alla tv. Rino Gattuso vede a un passo un traguardo importante: il suo primo trofeo da allenatore, dopo aver vinto tutto con il Milan, da giocatore. Per il «ringhio» la finale contro la Juventus ha un sapore di rivincita: il tecnico sulla panchina del Milan ha infatti raggiunto la finale 2018 ma è stato travolto 4-0. Mercoledì contro Sarri potrà provare ad aggiungere un trofeo alla bacheca del Napoli, che è a secco dalla Supercoppa Italiana del dicembre 2014. Gattuso ci proverà con la grinta che ha infuso alla squadra e che si è vista nella resistenza degli ultimi 20' all'Inter, ma anche con il talento di Mertens e Insigne. Non con le prodezze di Ospina, però, che ieri ha salvato in tre occasioni la porta ma salterà la finale: in porta ci sarà Meret. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
