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L’atto di fede degli Eroi e la chance persa dal Canarino

L’atto di fede degli Eroi e la chance persa dal Canarino

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Ho letto l’articolo di sabato 13 giugno sulla Gazzetta di Modena. Catia Pedrini dovrebbe promuovere chi lo ha firmato a Capo Ufficio Promozione Campagna Abbonamenti. Al pronti/via della “Overture”, per la nuova stagione 2020-2021, c’erano “Innamoratissimi” in fila che attendevano il “La’” per poter incidere il proprio nome e cognome su tessere che avrebbero dato diritto a entrare nell’Eden. La società è stata molto chiara. Onesta. Spaventose difficoltà economiche richiedevano un “Piano Marshall” sulla fiducia. Quando si ricomincerà ? Non si sa. Chi potrà entrare? Non si sa. Con quale criterio alcuni accederanno al Tempio e altri, pur avendo pagato, rimarranno fuori senza alcun rimborso? Non si sa. Quante partite si potranno vedere a “distanza di sicurezza? Non si sa. Presidenti e Dirigenti mi hanno contattato per chiedermi se questo era uno scherzo o la realtà. Era fattibile che Eroi appassionati non avessero problemi economici e elargissero anticipatamente soldi in nome di un Atto di Fede? Dove stava il mistero che faceva di questa città un corpo avulso da ciò che economicamente accadeva in tutta Italia? Spiegavo loro che in quaranta anni di “Virus gialloblù” non avevo mai visto niente che, anche lontanamente, assomigliasse a quello che stava accadendo ora. Questa scelta di campo della tifoseria implica motivazioni così profonde che un umile “compilatore di poche righe” non sa spiegare. Sia lode a tutti coloro che rinunceranno al Pane e alle Rose per tentare di fare sopravvivere questa disciplina. Vi vorrò sempre bene. Cambiamo Sport. Il Modena fugge dai Playoff. I gialloblù hanno rinunciato a disputare la singolar tenzone che permetteva di portarsi a casa l’unico posto per essere promossi in B. Il Carpi ha invece deciso di giocarsi gli spareggi. Il loro secondo posto nella classifica finale, per le nuove regole è diventato il terzo. I Biancorossi nonostante ciò hanno risposto: «Noi ci siamo». Attenzione, ci sono solo partite in gara “secca”: «Noi ci siamo». I figli di Dorando Pietri entreranno in gioco solo nel terzo turno. Dovranno vincere quattro gare per essere sicuri della promozione. Il Modena avrebbe dovuto giocare subito dal primo turno e vincere sei partite di fila. Non ha mai vinto, con la formula dei playoff a 28 squadre, chi era piazzato oltre il quinto gradino in classifica. La “Storia del Canarino” può sopportare che “Lui” sia fuggito davanti alla Feralpi Salò? L’analisi dei costi, il dover giocare sempre fuori casa, è dalla parte di chi ha deciso per la “Grande Rinuncia”. Il protocollo sanitario era complicato e costoso. Il fatto che i giocatori fossero stati coinvolti in gare gastronomiche e quindi mancanti di preparazione atletica corrispondeva alla realtà. La mia non più giovanissima partecipazione a questa vita, però, mi impedisce di rammentare se dal 1912, anno di nascita del Canarinoe, si sia mai evitato di presentarsi in campo e perdere per un umiliante 3-0 (fallimento a parte). Romano Sghedoni rimane un grande innamorato di questi colori ma forse, si è deciso più con la ragione che con il cuore. Ha avuto l’occasione di tentare di prendere il posto della “Longobarda”. Ho lavorato e “vissuto” con Farina, Montagnani e Amadei. Loro, probabilmente, avrebbero provato a vedere se mai ci foste stato un posto in più in Paradiso... Con ciò ora mi riposo un po’ e vado a vedermi un concerto di Holt! —

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