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Gasperini: «L’Atalanta che volevo ritrovare»

Gasperini: «L’Atalanta che volevo ritrovare»

«Bravi a ricominciare così contro un Sassuolo molto aggressivo». Striscioni polemici dei tifosi della Dea contro la ripartenza

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BERGAMO

Si gode il successo, la gioia di aver regalato un sorriso al popolo bergamasco e i 74 gol realizzati in 26 partite dalla sua Atalanta. La serata di Gasperini, tecnico della Dea, è stata macchiata solo da un cartellino rosso rimediato nella ripresa per una parola di troppo spesa nei confronti del quarto uomo.

«È una vittoria importantissima. Era inevitabile avere dubbi ma li abbiamo sciolti giocando un'ottima gara che ha portato ad un successo fondamentale per la nostra classifica. La gara era insidiosa con il Sassuolo in campo con tanti attaccanti che hanno avuto ottime opportunità, ma sapevamo che se fossimo riusciti a contenerli in questa fase avremmo avuto buone opportunità di fare nostra la partita».

Sull’espulsione precisa: «Non ero molto contento del Var sul gol del 2-0 annullato, ma non avevo detto niente di grave, non credo ci fossero gli estremi per un'espulsione. Dalla Var ho visto decisioni pesanti, io forse ero un po' prevenuto con Abisso per la partita con il Cagliari e questo è sbagliato. Mi dispiace aver reagito».

STRISCIONI POLEMICI

Tre striscioni della Curva Nord, di cui due fortemente polemici nei confronti della ripresa del campionato, sono stati issati prima della partita dell'Atalanata col Sassuolo (inizio alle 19.30). Uno, invece, d'incoraggiamento ad Alex Zanardi. Tra due alberi di viale Giulio Cesare, davanti al prefiltraggio deserto della Curva Sud del Gewiss Stadium, è stato issato un lungo lenzuolo bianco con la scritta «Nonostante non si possa entrare e l'assurda decisione di giocare c'è chi ancora deve andare a firmare», un riferimento a daspati e diffidati tra i tifosi nerazzurri. Sulla cancellata, invece, a firma «Forever Atalanta until the end» («Per sempre Atalanta fino alla fine»), «Un calcio senza tifosi non è calcio». Appena all'angolo, «Forza Alex mola mia» (non mollare, in dialetto bergamasco, ndr), scritto metà in nero e metà in azzurro, come sostegno al campione di handbike ricoverato a Siena dopo l'incidente di venerdì pomeriggio a Pienza.

RINASCERÒ, RINASCERAI

Durante il minuto di silenzio per le vittime del Coronavirus è risuonato l’inno di «Rinascerò, rinascerai», composto dal cantautore bergamasco Camillo «Roby» Facchinetti dopo aver visto i camion dell'esercito trasportare le bare dei defunti dal cimitero di Bergamo ai crematori fuori regione. —

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