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SERIE A 

Sassuolo, allarme in difesa E ora il test Lukaku-Lautaro

Paolo Seghedoni
Sassuolo, allarme in difesa E ora il test Lukaku-Lautaro

La pesante sconfitta di Bergamo ha riproposto la fragilità difensiva dei neroverdi che domani sera saranno impegnati al Meazza contro i cannonieri dell’Inter

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Senza difesa. Il Sassuolo visto a Bergamo, al rientro dopo 104 giorni dalla gara brillantemente vinta contro il Brescia, è sembrato fare un deciso passo indietro soprattutto nella fase difensiva. Non certo soltanto per responsabilità dei giocatori del reparto arretrato, ma per una attitudine generale che ha finito per far crollare il fragile fortino eretto davanti a Consigli. L’Atalanta, che pure ha rischiato ben più di quanto non dica il risultato, ha avuto gioco facile perché se da una parte un Gollini in formato azzurro ha fermato le scorribande di Berardi, Defrel, Boga e Caputo (i quattro attaccanti schierati a sorpresa da De Zerbi proprio per cercare di indirizzare la partita fin da subito) che hanno avuto anche le polveri piuttosto bagnate, dall’altra Zapata, Gomez e compagnia hanno trovato un’opposizione inconsistente e hanno fatto un sol boccone del Sassuolo.

La squadra neroverde ha alzato ben presto bandiera bianca di fronte a una Atalanta che a un certo punto, a cavallo della metà della prima frazione, andava sistematicamente a segnare (non dimentichiamo i due gol annullati alla Dea, per il tocco di mano di Gosens e il fuorigioco di Djimsiti, oltre alla traversa colpita) o comunque a creare pericoli importantissimi a ogni pallone giocato in avanti. Domani il Sassuolo sarà a Milano, per sfidare l’Inter che (soffrendo oltremisura) ha regolato la Sampdoria nell’ultimo recupero di domenica sera. Una gara, quella del Meazza, che dovrà vedere in campo un Sassuolo molto più concentrato e attento. L’Inter all’andata vinse al Mapei Stadium per 4-3, al termine di una gara rocambolesca e ricca di colpi di scena, ma davanti fa comunque paura con attaccanti del calibro di Lukaku, Lautaro Martinez e con l’ispirato Eriksen che si sta adeguando al calcio italiano dopo una partenza diesel. Il Sassuolo, che finora ha sì segnato tanto con 42 gol all’attivo (sesto attacco della serie A al pari del Cagliari, dietro soltanto alle prime cinque della graduatoria), ma che ne ha anche subito tantissime reti (ben 43, meglio solo di cinque squadre invischiate nei bassifondi della graduatoria ovvero Lecce, Brescia, Torino, Sampdoria e Spal), per migliorare la propria posizione deve tornare a essere la squadra vista nella fase pre lockdown, quando la fase difensiva era stata sicuramente migliorata e l’equilibrio in campo era funzionale anche a far emergere le doti dei vari frombolieri neroverdi. Doti che ci sono e che domani sera dovranno venire fuori, in modo più preciso rispetto a quello visto a Bergamo. —

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