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Elia Bossi, l’uomo di Modena per ogni stagione «Il segreto sarà trovare un’identità di gruppo»

Francesco Cottafava
Elia Bossi, l’uomo di Modena per ogni stagione «Il segreto sarà trovare un’identità di gruppo»

«È il terzo anno con Giani, grande persona e un vero leader. Stankovic? Le sfide sono quelle da vincere insieme in campo»

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Nato a Trieste ma cresciuto a Modena, Elia Bossi è oramai un'istituzione del PalaPanini. Quando è arrivato giovanissimo nelle giovanili gialloblù, in pochi avrebbero scommesso che sarebbe diventato un veterano di Modena Volley. Era il 2011 quando ha varcato per la prima volta l'entrata del Pala Panini e, ora, Bossi si appresta a giocare la sua quinta stagione in prima squadra, oltre a due annate in cui è stato convocato in serie A per qualche defezione dell'ultimo momento. In ogni caso, il centrale triestino, il prossimo anno sarà il giocatore della rosa con più stagioni all'attivo all'ombra della Ghirlandina: «Mi fa sentire un po’ vecchio sinceramente. Comunque non è un peso, ma un onore, non devo certo raccontare o presentare Modena ai nuovi arrivati perché Modena e il Pala Panini si presentano da soli. Se non dovessero capirlo, ci penserà la prima partita in casa dove l’atmosfera del palazzetto e i tifosi spiegheranno ampiamente cosa vuol dire giocare per questa società. La mia avventura a Modena è cominciata quando ancora ero ragazzino, e fin da subito ho capito di che posto speciale si trattasse. Qui sono cresciuto come uomo e soprattutto come giocatore, ho imparato a conoscere la città fuori e dentro il palazzetto, quando si è presentata la possibilità si continuare a lavorare con questo staff non ci ho pensato due volte».

Un'altra annata in cui dovrà lottare per una maglia da titolare perché, almeno sulla carta, partirà leggermente dietro i titolari Mazzone e Stankovic.

«Innanzitutto sono contento che Holt, un grande amico e un grande campione, sia rimasto nel campionato italiano, e voglio fare un saluto a Stankovic, invece, che ho avuto la fortuna di conoscere in queste settimane: è veramente una grande persona. Non si tratterà di una sfida, la sfida sarà quella della squadra per vincere le partite e io sarò sempre pronto a dare una mano, sia durante gli allenamenti in settimana che la domenica quando scendiamo in campo».

Bossi-Giani, un duo oramai inseparabile: «Questo è il terzo anno in cui lavoriamo insieme e ho una grande stima nei suoi confronti. Giani è una grande persona e un grande leader».

Sarà un anno particolare quello di Modena, con ambizioni ridimensionate e un inizio di stagione a porte chiuse o semi aperte: «Dovremo essere squadra, una squadra vince sempre su un gruppo di individui e noi dovremo essere questo. Dovremo lottare insieme e avere un’identità di gruppo, che nel mondo sportivo così come nel lavoro è un fattore che ti da una marcia in più ed è quello che ti fa poi vincere i campionati. Per quanto riguarda il pubblico, secondo me ha dell’incredibile ciò che sta succedendo ora a Modena: si sente tutto l’amore che i tifosi provano per la città e per la società. In questi giorni noi eravamo qui ad allenarci e c’era la fila di chi voleva rinnovare il proprio abbonamento. I ragazzi dell’ufficio mi hanno raccontato che ci sono tanti tifosi che hanno deciso di rinunciare al 30% di sconto, il che è veramente incredibile, lo ripeto, soprattutto in un periodo come questo, e tutto ciò ci da molta forza».

Infine un pensierino alla nazionale.

«Tutti gli atleti di alto livello ci pensano. L’Olimpiade è il sogno di tutti gli sportivi, è un evento unico e anche solo parteciparvi rimane per sempre nella memoria di ogni giocatore. Nel mio ruolo c’è una gran rivalità, ci sono tantissimi centrali di alto livello e devo lavorare tanto per tutto l’anno per farmi trovare pronto se dovesse arrivare la chiamata e comunque conquistare la fiducia del mister». —

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