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alla polisportiva corassori 

All’Accademia Taekwondo si combatte contro... Bob

Paola Ducci
All’Accademia Taekwondo si combatte contro... Bob

Non essendo ancora consentito il contatto fisico, gli oltre ottanta allievi  del maestro Rocciola prendono a calci un sacco con sembianze umane

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Non si sono lasciati scoraggiare dal fatto che il contatto fisico non sia ancora consentito, nemmeno in fase 3, gli istruttori dell’Accademia di Taekwondo di Modena, un'arte marziale coreana e uno sport da combattimento a contatto pieno, nato fra gli anni '40 e '50 del novecento, basato principalmente sull'uso di tecniche di calcio. Tae significa letteralmente "colpire col piede”, kwon "pugno" e do "arte".

Non appena è stato possibile l'Accademia Taekwondo di Modena ha ripreso gli allenamenti con grande successo presso la Polisportiva Corassori.

«Da maggio siamo ripartiti - conferma Andrea Rocciola, istruttore della società sportiva modenese, nata solo da due anni, ma che già conta più di ottanta iscritti - non possiamo ancora toccarci ma se dobbiamo combattere lo facciamo contro Bob, un sacco a cui abbiamo dato delle sembianze umane contro il quale i bambini possono calciare senza doversi toccare tra loro. Il sacco Bob è facilmente igienizzatile e ciò ci consente di non correre alcun rischio di contagio e di fare attività nella massima sicurezza».

Così, nonostante il caldo, sono tutti sorridenti i quaranta bimbi che hanno ripreso ormai a ritrovarsi bi-settimanalmente per il consueto allenamento.

«La cosa che ci ha stupito maggiormente è come i ragazzi rispettino in modo rigoroso le regole senza lamentarsi – spiega soddisfatto Rocciola – con il loro incredibile spirito di adattamento stanno dimostrando di essere migliori di noi adulti».

Le regole sono poche ma molto chiare: in palestra i bambini possono accedere uno alla volta, muniti di mascherina, dopo aver tolto le scarpe ed essersi igienizzati le mani. Ai genitori è richiesto di compilare ogni volta un modulo di autocertificazione che attesti lo stato di buona salute dell’intero nucleo famigliare e di accompagnare e ritirare i figli alla porta d’ingresso dove ci sono gli istruttori ad attenderli e a riconsegnarli.

«L’uso della mascherina così come il rilevamento della temperatura li abbiamo resi obbligatori per tutti all'arrivo in palestra – aggiunge l’istruttore - però, durante gli allenamenti, non hanno bisogno di indossarla poiché abbiamo impostato che la distanza tra loro sia sempre di almeno quattro-cinque metri. Quando utilizziamo gli attrezzi invece facciamo indossare ai bimbi i guanti mono uso o gli facciamo igienizzare le mani prima e dopo l’utilizzo e a fine allenamento sanifichiamo tutto».

Sebbene per l’organizzazione non sia facile mettere in campo tutta questa serie di misure di sicurezza oltre a risultare costoso a lungo andare, l’entusiasmo dei bambini è tutt'ora alle stelle e ripaga ogni sforzo, anche se, con il sopraggiungere del caldo, le lamentele potrebbero essere lecite.

«Non vedevo l’ora di riprendere ad allenarmi e rivedere i miei amici – dice una bambina tesserata per l’Accademia di Taekwondo – spero che a settembre si ritorni a scuola e che questo virus sparisca presto per sempre». —



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