La Juve recupera Higuain Con il Lecce per l’allungo
Anticipo allo Stadium: in caso di vittoria Sarri volerebbe a +7 sulla Lazio Lo scambio Pjanic-Arthur è in dirittura d’arrivo, plusvalenze per 50 milioni
torino
Stesso allenatore, identica squadra e scenario capovolto. Passare da una Coppa Italia persa ai rigori al potenziale +7 in campionato in appena sette giorni può sembrare una follia senza precedenti o il copione di film hollywoodiano. Ed invece è la situazione che sta vivendo la Juventus di Maurizio Sarri in questa centrifuga di emozioni e partite: battendo stasera il Lecce allo Stadium, infatti, la capolista può piazzare la fuga scudetto dopo la sconfitta della Lazio a Bergamo.
Un jolly che fa gola ai bianconeri, a maggior ragione dopo aver vissuto giorni difficili post-Napoli con serrati confronti nello spogliatoio, anche se il tecnico dribbla calcoli, calendario e classifica. «Non facciamo tabelle - dice Sarri - e guardiamo a noi stessi e alle nostre prestazioni. Ci sono 33 punti ancora in palio e non abbiamo un vantaggio sostanzioso: dobbiamo andare a crearci la mentalità di volere punti in tutte le sfide, senza essere superficiali o presuntuosi nell’approccio alle partite».
Il vento è cambiato in fretta nella Juve, che ora respira aria di alta quota, ma Sarri non si fida e per questo pretende la massima concentrazione. Ha mischiato le carte negli ultimi allenamenti e solo oggi sceglierà i titolari, oltre a dare i convocati. Qualche novità potrebbe esserci: in difesa dovrebbe “debuttare” Rugani al posto di De Ligt, mentre Matuidi si adatterà a fare il terzino sinistro e in attacco può riposare Cristiano Ronaldo. Già all’andata CR7 non affrontò il Lecce, che anche grazie alla sua assenza riuscì a rimediare un clamoroso 1-1, e in attesa di recuperare Higuain stasera toccherà a Dybala fare il centravanti con Bernardeschi e Douglas Costa esterni di un tridente inedito.
Il turnover diventa obbligatorio e sarà stato pesato da Sarri dopo aver parlato con la squadra. «Coinvolgerli è un processo normale - spiega Sarri per difendere le ultime scelte, come il rifiuto di Ronaldo di fare il centravanti - ed è giusto fare tesoro di tutto. Poi la decisione finale è mia».
Qualcosa del genere deve essere successo anche sul mercato, visto l’arrivo di Arthur al posto di Pjanic: il brasiliano ha le caratteristiche ideali per il gioco del tecnico toscano, anche se sull’operazione fa catenaccio. «Non mi è piaciuto che l’allenatore del Barcellona abbia parlato di Pjanic - risponde Sarri -, quindi io non mi metto a parlare di Arthur. Faccio pieno affidamento su Miralem: tecnicamente non si discute e ha ancora ampi margini di miglioramento. Se verrà ceduto sarà per altri motivi».
Il bilancio economico è sicuramente il primo, ma l’incompatibilità tra allenatore e regista ha fatto il resto. Oggi la maxi-operazione verrà conclusa con le firme e un impressionante giro di plusvalenze (oltre 50 milioni di euro a società), ma resta il nodo sul futuro dei due centrocampisti: continueranno a giocare nei rispettivi club fino ad agosto o si fermeranno dopo il 30 giugno? La Juve non può privarsi di Pjanic, viste le difficoltà (anche numeriche) a centrocampo, però la situazione è in evoluzione. —
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