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Saber: «Playoff? Il Carpi se la gioca con tutti»

Fabio Garagnani
Saber: «Playoff? Il Carpi se la gioca con tutti»

«Ci sono squadre con nomi importanti, ma il campo sarà un’altra cosa. Il mio sogno? Riuscire a fare gol al Cabassi»

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Il campionato si è fermato sul più bello per il Carpi e per Hraiech Saber, che prima dello stop aveva sfornato assist e prestazioni da extraterrestre contro Reggiana e Piacenza. Una doppietta da sei punti con la quale in via Marx si poteva sognare qualunque traguardo: «Andavamo a gonfie vele – ha detto nella videoconferenza di ieri - ma quello che è successo è molto serio e noi non potevamo far nulla. Ci siamo allenati a casa, abbiamo provato a usare più attrezzi domestici possibili ma stare lontano dal campo è difficile». Con i play-off ha un conto in sospeso: «La scorsa stagione con l’Imolese, a cui ora auguro la salvezza, siamo arrivati alla semifinale col Piacenza. Eravamo forti e organizzati e meritavamo di più». E chissà che nella vendetta non ci stia anche la realizzazione di un sogno: «Saremo senza tifosi, ma mi piacerebbe far gol al Cabassi perché ancora non sono riuscito».



Se gli si chiede quale tra i compagni potrà essere protagonista di questo finale di stagione, la risposta è secca: «Abbiamo un reparto avanzato composto da giocatori che potrebbero anche essere in B. Ma la può sbloccare anche Nobile con rimessa dal fondo. Non mi interessa. L’importante è avere l’atteggiamento giusto, è l’unica cosa che conta». E il Carpi l’avrà, anche da chi, a differenza sua, non ha un contratto per l’anno prossimo: «Non è un problema: i ragazzi in scadenza hanno più voglia di chi ha il contratto a lungo termine. Abbiamo un gruppo importante e remiamo tutti dalla stessa parte. Difficile trovare uno spogliatoio così». Per questo, il possibile avversario del 9 luglio conta poco: «Può succedere di tutto e sarà difficilissimo per tutti. Chiunque può vincere. Ci sono squadre con nomi importanti ma il campo sarà un’altra cosa».



Per chi ha un rapporto istintivo col campo, come Saber, rivedere il pallone è stato come tornare a vivere. E lo è tanto da temere che entrare a torneo già avviato, come accadrà al Carpi, possa rivelarsi un boomerang: «Io personalmente più gioco e più sto bene ma dopo questo periodo non saprei dire se è uno svantaggio o meno. Speriamo di trovare squadre stanche. E’ un po’ tutto strano, ma noi stiamo bene. Avevamo bisogno di correre e di toccare il pallone e quando sono tornato ho visto la squadra in ottima forma». Per lui, nei giorni scorsi, anche i complimenti dell’ex biancorosso Fabio Concas: «Lo ringrazio per quello che ha detto, ma Fabio è un amico più che un compagno di squadra». Sulla querelle media punti: «C’è stata troppa confusione, ma io non ho mai creduto alla promozione, sapevo che prima o poi sarebbe cambiato qualcosa».—

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