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IL PERSONAGGIO 

Gabriele Visentini «Il Covid Manager? Grande responsabilità, ma nessuna paura»

Fabio Rossi
Gabriele Visentini «Il Covid Manager? Grande responsabilità, ma nessuna paura»

«Alla Stadium tutto funziona a meraviglia, il custode prova  la temperatura, poi tutte le regole sono facili da rispettare»

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Covid Manager, ecco la grande novità del volley che verrà: invidiato sicuramente no, fondamentale, questo, purtroppo sì, perché toccherà a lui essere responsabile della corretta applicazione delle norme previste dal protocollo Fipav per la riapertura delle palestre. Se la Stadium Mirandola è stata la prima società di serie B a riprendere gli allenamenti, Gabriele Visentini è senza dubbio il primo Covid Manager della serie cadetta. Poggese di nascita, 42 anni, un bel curriculum da allenatore impreziosito dall’esperienza nel campionato svizzero in quel di Lugano, Visentini allena dallo scorso anno la formazione Under 16 gialloblù.

«Quando mi è stato proposto di ricoprire questo ruolo non ho avuto grossi dubbi. Si tratta senza dubbio di un incarico di grande responsabilità che però può essere assunta se l’ambiente intorno a te, seppur dilettantistico, lavora in maniera professionale. Da questo punto di vista la Stadium è stata ineccepibile. Il fatto poi che il roster della serie B sia composto quasi esclusivamente da ragazzi che provengono dal settore giovanile di Mirandola, che conoscono quindi il modo di lavorare della società, rende tutto molto più semplice e più snello»

Cosa deve garantire il Covid Manager?

«Misurazione della febbre, compilazione dell’autocertificazione ad ogni allenamento, sanificazione dei palloni, distanziamento e uso della mascherina: sono regole facili da far rispettare se il gruppo che hai di fronte è formato da persone educate ed abituate a lavorare in un certo modo».

Qual è stato finora il momento più difficile?

«La prima sera, in cui ho dovuto spiegare sia allo staff tecnico che ai giocatori quali fossero i comportamenti da tenere, ero un po’ preoccupato perché non volevo lasciare nulla per scontato ed importante dare indicazioni chiare e precise. Ma al di là di questo aspetto non ci sono mai stati problemi».

Come si svolge una giornata in palestra?

«I ragazzi arrivano, il custode della palestra Gianni Steffanini misura loro la temperatura, consegnano l’autocertificazione e poi accedono sul campo dove hanno postazioni assegnate per il cambio scarpe».

Allenarsi con le mascherine con questo caldo non è pericoloso?

«Forse un po’ di preoccupazione c’era, ma la Stadium con lo sponsor Gandolfi Group che le produce, ci ha fornito una mascherina in tessuto tecnico altamente performante per l’attività fisica. Addirittura, alcuni atleti la tengono anche quando potrebbero abbassarla, come ad esempio durante la palla a coppie. L’unico gap – sorride Visentini – è che Pupo Dall’Olio ed il preparatore atletico Giorgio Dotti devono alzare un po’ il volume della voce per farsi capire bene». —



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