Claudio Gallicchio si gode la festa a Bagnolo e passa il testimone alla Cittadella
L’ex giocatore biancorosso che vive a Carpi ha conquistato una fantastica promozione in D: «Felice di allenare Leonardi e mi piace Zito del Castelvetro»
Ad inizio campionato, pochi avrebbero pronosticato la vittoria finale in Eccellenza della Bagnolese. Invece la squadra reggiana allenata da Claudio Gallicchio ha stupito tutti, dominando da capolista incontrastata fino all’interruzione del campionato, dove ha chiuso a più 7 dalla seconda. Il tecnico campano, adottato dalla città di Carpi, dove ha allenato gli Allievi Nazionali prima di una parentesi a Rolo nella quale, subentrando da terz’ultimo, chiuse al terzo posto, è approdato a Bagnolo nella stagione 2018/19 e in due anni ha conquistato una Coppa Italia Regionale (arrivando fino alla semifinale della fase nazionale), il premio per la squadra più giovane, e, in questa stagione, la vittoria del campionato, che significa Serie D. “Noi quest’anno siamo partiti consapevoli di non essere i più forti, ma lo siamo diventati strada facendo”.
Una storia che partì nel 2018-19: “Ho sposato un progetto triennale, ma in meno di un anno e mezzo siamo riusciti a vincere tutto quello che c’era da vincere. Peccato per l’interruzione, ma sono convinto che saremmo arrivati davanti in ogni caso”.
Una promozione meritata: “Abbiamo avuto numeri importanti: 16 vittorie in 24 partite, miglior attacco, maggior numero di vittorie sia in casa che in trasferta, una striscia di 9 vittorie consecutive, seconda miglior difesa (10 partite senza subire gol) e capocannoniere del campionato (Alberto Formato)”.
Due parole sulla squadra: “Al di là degli aspetti tecnico-tattici, il gruppo è stato senza dubbio un’arma determinante, soprattutto nei momenti più critici: ad un certo punto eravamo a -8 dalla prima, ma siamo stati capaci di reagire in maniera positiva. Ho capito di poter ottenere qualcosa di importante con questa squadra durante la partita persa contro l’Arcetana per 4-3: ci siamo trovati sotto di due gol dopo 10 minuti e siamo stati capaci di rimontare raggiungere il sorpasso in 20 minuti.
Anche se in quell’occasione perdemmo a causa di qualche ingenuità nel finale, ho capito la nostra vera forza. Dopo quella partita sono arrivate 9 vittorie consecutive”.
La vittoria più bella? “Senza dubbio quella sul Rolo per 3-0: erano tanti gli ex, me compreso, e vincere in un campo come quello non è mai cosa da poco”. Sulla serie D: “Da giocatore ho fatto tanti anni in questa categoria, vincendola 5 volte. So che è un campionato difficile, soprattutto per noi che, a differenza della maggior parte delle altre squadre, ci alleniamo la sera (a causa degli impegni lavorativi) e potremmo pagare sotto l’aspetto della tenuta fisica. Il budget è quello che è, ma l’entusiasmo e la capacità di soffrire possono essere le armi a nostro favore”.
Cosa si aspetta dal futuro? “Quando ho sposato questo progetto, ero voglioso di salire di categoria, era un mio desiderio che sono riuscito a conquistare sul campo, e lotterò per mantenerla. Usciremo dal campo stremati in ogni partita, consapevoli di aver dato il massimo”.
Chi l’ha impressionata di più? – “Oltre ai miei, sicuramente bomber Leonardi, che avrò il piacere di allenare in Serie D; inoltre mi sono piaciuti Dembacaj e Zito del Castelvetro e Traore del Colorno”.
Quale squadra vede favorita per la vittoria del prossimo campionato di Eccellenza? – “Senza alcun dubbio la Cittadella”. —
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