Botarelli e Saccani «Montale non deve porsi dei limiti»
Seconda tornata di presentazioni in casa Exacer Montale. Dopo Greta Pinali è Caterina Cigarini, nel nuovo appuntamento in diretta Youtube e Facebook è stata la volta dell’opposto Irene Botarelli e della palleggiatrice Federica Saccani. L’inizio della nuova stagione si avvicina a grandi passi ed entrambe le giocatrici non vedono l’ora di tornare in campo dopo il lungo stop dettato dalle vicende a tutt’oggi ancora di stretta attualità.
Per Botarelli l’approdo a Montale sarà un esame importante, alla ricerca di conferme dopo l’ottima annata a Soverato: «Ho fatto un percorso che può sembrare strano visto da fuori dopo il Club Italia, ma mi ha aiutato a trovare stabilità in campo e a prendermi responsabilità. L’ultima stagione è stata una svolta, mi sono riscoperta sotto certi aspetti e non posso che definirlo come un anno positivo».
Botarelli arriva quindi in maglia nerofuxia con un ruolo di primo piano, ma anche con tante armi in più a sua disposizione: «Credo di aver imparato assieme alle compagne e allo staff a gestire le situazioni difficili. A livello tecnico, invece, dire di sentirmi migliorata in attacco sembra scontato. Una cosa non scontata, invece, è il muro su cui ho lavorato tanto e ho fatto delle belle cose».
Fiducia anche per quello che si spera possa essere il cammino della squadra: «Non dobbiamo partire impaurite da chi si è rinforzato. La squadra ha uno zoccolo duro che è rimasto e dal gruppo dovremo tirare fuori la nostra forza. Partiamo per la salvezza, ma secondo me non dovremo aver paura di tentare qualcosa di più».
A fare eco a Irene è anche Federica, di ritorno dopo due stagioni a Montale: «Tutti gli anni ci sono squadre rinforzate o meno, ma i risultati li darà il campo. La pallavolo è strana, non bisogna mai scommettere su vittorie o sconfitte».
Anche Saccani, poi, ha vissuto a Soverato una prima ed importante esperienza in Serie A2: «Per me e tante compagne è stato il primo anno lontano da casa e questo ci ha aiutato tantissimo a livello di gruppo. Anche l’allenatore, a cui piaceva lavorare tanto coi palleggiatori, mi ha fatto crescere tanto».
Nessuna paura, dunque, per un ritorno a Montale in una squadra ed in un contesto piuttosto diversi dalla prima volta: «Mi ero trovata bene e quando mi hanno richiamato ho accettato subito di tornare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
