Gazzetta di Modena

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serie c 

Carpi e Novara, il gran duello tra i bomber Biasci e Gonzalez

Claudio Romiti

Il vecchio “leone” dei piemontesi a 35 anni con una doppietta ha eliminato il Renate e lancia la sfida al cannoniere biancorosso killer dell’Alessandria 

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Dove vai se il bomber non ce l’hai? Puoi anche avere una squadra forte, che gioca bene, ma se non c’è quello che la butta dentro, spesso tutto è inutile. Ovvero, una delle regole non scritte del calcio, una delle più importanti. Provate a togliere Immobile alla Lazio o Ronaldo e Dybala alla Juventus e, molto probabilmente, quella regola scatta implacabile. Oppure, venendo a domani sera, togliete in questo momento Biasci al Carpi o Gonzalez al Novara e potrebbe scattare nuovamente per l’una o per l’altra squadra. Non è infatti difficile ipotizzare che in quella sorta di quarto di finale che le opporrà domani al ‘Cabassi’ possano proprio essere i due attaccanti a decidere la sfida che dà diritto alla final four. Il giovane rampante vestito di biancorosso, che ha dribblato anche il Covid, o il vecchio leone in azzurro? In attesa di una risposta dal campo, i due hanno trascinato le rispettive formazioni al quarto di finale con altrettante doppiette, il primo contro l’Alessandria, il secondo contro il Renate in trasferta. Due giocatori e due carriere non tanto dissimili: entrambi sono più delle seconde punte, ma se la cavano molto bene anche come prima punta. Stessa identica altezza ufficiale (182 cm), quasi stessa progressione di carriera, almeno per la prima parte visto che Biasci (26) ha nove anni in meno. Uscito in pratica dalla Primavera del Livorno, aveva debuttato diciannovenne in Serie B, ma poi i prestiti a Lucchese e Paganese erano stati deludenti, tanto che il Livorno lo aveva lasciato libero, inducendolo anche al pensiero di lasciare il calcio. Malgrado in quell’anno (2015) avesse vinto l’oro con la Nazionale alla Universiadi. Riesce comunque a ripartire dalla Serie D con il Ponsacco, poi, con le maglie di Lucchese e Carrarese rientra alla grande, fino a questo campionato, nel quale ha già realizzato 14 gol, più i 2 nel play off. Anche la carriera di Pablo Andres Gonzalez, classe 1985, argentino di Tandil, era partita bene, poi aveva conosciuto uno stop. Soprannominato ‘Puchi’ o ‘Cartero’, perché da giovane faceva anche il portalettere per arrotondare lo stipendio, Diego Simeone lo aveva fatto debuttare nel Racing Avellaneda in Primera Division. Gli si erano aperte le porte anche dell’Europa, ma nel Locarno in Svizzera non aveva sfondato. Tornato in Argentina dovette ripartire dal Tandil in pratica quarta serie, ma il Novara lo aveva adocchiato e Pablo lo ripagò diventando uno dei protagonisti della doppia promozione e del ritorno degli azzurri in Serie A. Un anno a Siena, poi altri quattro anni a Novara, due ad Alessandria e adesso altri due nella ‘sua’ Novara, che chiede ai suoi gol un’altra promozione. —

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