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SERIE A 

Sassuolo, la consacrazione di Caputo che ha un erede in casa: Raspadori

Andrea Fratti ;

La vittoria dell’Olimpico contro la Lazio porta la firma di due cannonieri divisi da tredici anni di età “Ciccio” sta vivendo una delle sue migliori annate in carriera, il baby pronto a seguirne le tracce

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La vittoria del Sassuolo all’Olimpico ha in calce due firme, quelle di Giacomo Raspadori e di Francesco Caputo; i due giocatori hanno ben 13 anni di differenza, eppure sotto il cielo romano hanno dimostrato di condividere la stessa ricerca forsennata del gol. Da una parte c’è chi si sta consacrando sui massimi palcoscenici italiani, dopo una vita intera passata a sgomitare in Serie B; dall’altra parte, c’è un ragazzo che sta facendo i primi passi tra i professionisti, ma che ha tutta l’intenzione di imparare a lasciare un segno. Al di là delle storie individuali e delle strane traiettorie che le carriere sportive possono seguire, Caputo e Raspadori si sono trovati a condividere questo tratto di percorso: stessa maglia (neroverde), stesso obiettivo (fare gol), solo due numeri diversi (uno il 9 e l'altro il 18). Unire giovinezza ed esperienza è un sogno quasi impossibile da ottenere per ovvi motivi, ma combinando più elementi la formula è realizzabile, così nell’estate 2019 la dirigenza neroverde ha investito su Caputo, un bomber arrivato in Serie A tardi, ma maturo per affrontare il massimo campionato, per lottare contro tutti i difensori e, soprattutto, desideroso di dimostrare il suo valore. Dopo le ultime 3 stagioni in Serie B in cui ha messo a segno rispettivamente 17, 18 e 27 gol, nel 2018-2019 è passato in A con l’Empoli, raggiungendo quota 16 centri. Il trend è sorprendente e Caputo è intenzionato a proseguirlo: al primo anno in neroverde ha già eguagliato il suo record personale in A e, con ancora 6 match da disputare, non vuole porsi limiti. Per ora, è già entrato nella storia del club emiliano, visto che solo in un’altra occasione un attaccante neroverde era riuscito a segnare così tanto in A: era la stagione 2013-2014 quando un giovanissimo Domenico Berardi sbalordiva con appunto 16 reti. Da domenica c’è anche un nome nuovo tra i marcatori neroverdi, quello di Raspadori: il classe 2000 è stato allevato nel vivaio, si ispira a Aguero, calcia bene con entrambi i piedi, si sa muovere sia da prima punta che da trequartista e, soprattutto, “vede” la porta. Dopo i 15 gol nello scorso campionato Primavera, De Zerbi l’ha voluto aggregare alla prima squadra, scommettendo su di lui tanto da formarlo come vice Caputo; mentre centravanti come Babacar e Matri lasciavano l’Emilia, i tifosi aspettavano di poter vedere all’opera la giovane promessa. Raspadori ha dovuto pazientare per oltre un girone, giocando solo una manciata di minuti, poi il suo turno è arrivato: stadio Olimpico, sabato 11 luglio…il finale già lo sapete. —



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