Fuoriclasse della Nba donne «Se non gioco non mi curo»
ROMA
«Mi restano due scelte: posso rischiare la vita o rinunciare allo stipendio». È la LeBron James della Nba al femminile, ha un nome che ne tradisce chiaramente le origini italiane, ma soprattutto convive con una malattia tipicamente americana dalle complicanze rare ma pesanti. Elena Delle Donne, asso della Wnba, riassume così la situazione che sta affrontando dopo che la sua lega le ha comunicato di volerle negare la richiesta di esenzione per motivi di salute a entrare nella «bolla» di Bradenton, in Florida, in cui dal prossimo 25 luglio inizierà la stagione, accorciata a causa dell’emergenza coronavirus. Emergenza che riguarda da vicino la giocatrice statunitense, visto che Delle Donne dal 2008 soffre della malattia di Lyme – un’infezione provocata da punture di zecche nei boschi – che la porta ad avere un sistema immunitario ad alto rischio. Insomma, un eventuale mix Lyme-Covid potrebbe costarle caro. «Prendo 64 pillole al giorno» rivela la cestista delle Washington Mystics in una lettera aperta scritta per raccontare la sua situazione. —
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