Sassuolo, occasione sciupata. È un punto pieno di rimpianti
In vantaggio con Caputo e col Cagliari in dieci subisce il pareggio nell’unico tiro in porta. Il sogno europeo si complica
Un pareggio pieno di rimpianti che sa tanto di occasione sciupata. Il Sassuolo lascia due punti alla Sardegna Arena dopo aver dominato per lunghi tratti il match contro un Cagliari in dieci per un tempo. I neroverdi hanno pagato a caro prezzo la poca cattiveria in zona gol, incassando il pareggio nel primo (e unico) tiro in porta dei sardi. Per dirla alla De Zerbi “è mancato il sangue”. Un verdetto che brucia e frena la rincorsa all’Europa League, ma la matematica tiene ancora in corsa il Sassuolo che martedì dovrà battere il Milan nello scontro diretto al Mapei Stadium.
Sette indisponibili in casa neroverde: gli squalificati Berardi, Magnanelli e Bourabia si sommano agli infortunati Defrel, Obiang, Toljan e Romagna. Più che mai obbligato il turnover di De Zerbi che ne cambia sei rispetto all’undici capace di mettere alle corde la Juventus. Modulo 4-3-3 e rivoluzione in difesa dove Muldur è l’unico “superstite”: in porta Pegolo, con Marlon e Ferrari centrali e Rogerio a sinistra. L’emergenza a centrocampo costringe Locatelli agli straordinari al fianco di Traorè e Djuricic. Davanti spazio ad Haraslin a completare il tridente con Boga e Caputo. Il primo tempo è un monologo neroverde, anche se alla mole di gioco creata non fa da contraltare una sufficiente produzione offensiva (appena due tiri nello specchio). Nonostante i cerotti il Sassuolo parte forte e il Cagliari - orfano di Nainggolan - resiste appena una dozzina di minuti prima di piegarsi alla legge di Caputo. Il bomber, appostato sul secondo palo, capitalizza un angolo timbrando di testa il 18° gol della sua strepitosa stagione. Che è anche la rete numero 1000 della serie A 2019/20.
Sassuolo padrone assoluto del campo col 77% del possesso palla (che però si traduce in poche occasioni da gol) e Cagliari in stato confusionale, in balia dei neroverdi, incapace di creare un solo pericolo all’inoperoso Pegolo.
Alla ripresa delle ostilità per dare una scossa ai suoi Zenga butta dentro Simeone e Ladinetti, ma dopo neanche tre minuti il già ammonito Carboni sgambetta Djuricic e si prende il secondo giallo, lasciando il Cagliari in dieci. Il match per il Sassuolo sembra tutto in discesa, ma nel calcio non c’è niente di facile o scontato. I neroverdi continuano a dominare il match in lungo e in largo senza però pungere in zona gol. E talvolta può accadere che gli avversari, al primo tiro in porta, facciano centro. Cosa che si verifica al 63’: Rog attira Muldur e serve Joao Pedro a rimorchio, in mezzo all'area, tocco del brasiliano che toglie il tempo alla difesa e a Pegolo. I sardi interrompono un digiuno di gol che durava da 467 minuti, uno schiaffo a un Sassuolo troppo lezioso e ingenuo.
De Zerbi ne cambia subito tre, uno per reparto, inserendo Magnani, Ghion e Raspadori. Il Sassuolo alza i ritmi con il Cagliari, rinfrancato dal pareggio, che si difende a denti stretti nonostante l’inferiorità numerica. In attacco Simeone è fastidioso come una zanzara, per fermarlo Ferrari rimedia un giallo che gli farà saltare il Milan. All’assalto finale partecipa anche il debuttante Giacomo Manzari, classe 2000. Nel recupero ci provano Boga e Ghion, ma la porta di Cragno resta stregata. Finisce con un pareggio dal sapore molto diverso rispetto a quello strappato alla Juventus al Mapei Stadium.—
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