Sassuolo, De Zerbi: «Contro il Milan qualcuno dei miei non ci ha creduto»
Il tecnico: «A causa dei tanti infortuni ho dovuto fare scelte forzate e siamo arrivati stanchi. Espulsione determinante»
«Ci abbiamo sempre creduto, ma le sette squadre che ci stanno davanti sono molto forti».
Alza bandiera bianca, Roberto De Zerbi. Il tecnico del Sassuolo non può fare diversamente dopo il ko di martedì sera al Mapei Stadium contro il Milan, una sconfitta che significa la fine della striscia positiva, ma soprattutto l’addio ai sogni di Europa League per la squadra neroverde. De Zerbi ci credeva, giustamente, e l’amarezza che traspare dalle sue parole a fine partita lo dimostra ampiamente: «La firma prima di giocarmi qualcosa non mi piace metterla, non firmerò mai per niente a priori. Le sette che stanno davanti a noi sono forti, ma ci abbiamo sempre creduto e abbiamo sempre spinto, chi più chi meno, per fare qualcosa di più. L'ottavo posto, non dimentichiamolo, è però tanto per il Sassuolo».
De Zerbi individua anche il motivo del calo delle ultime due gare: «Quando sono venuti a mancare tre o quattro giocatori a causa degli infortuni non abbiamo più potuto gestire la rosa come all'inizio. Conosco bene i miei giocatori e sapevo che tanti di loro non avrebbero potuto giocare due partite in quattro giorni e tre a settimana. Venendo meno qualcuno ho dovuto fare delle scelte forzate e siamo arrivati stanchi. Contro il Milan abbiamo però fatto un buon primo tempo contro la squadra più in forma del momento - rivendica - abbiamo tirato in porta quanto loro se non di più, poi l'espulsione ha condizionato la partita, una espulsione evitabile. Però purtroppo per giocare a calcio ci vuole anche, anzi ci vuole soprattutto, il cervello... Qualcuno ci ha creduto anche nella ripresa, ma quelle poche corse in avanti erano poco accompagnate e siamo stati bravi a non subire troppo nel secondo tempo».
Il tecnico è ancora più esplicito: «Non so ora chi si può permettere di giocare in dieci contro il Milan. Dei dieci rimasti in campo, sette-otto credevano di poter pareggiare, due-tre no. Questo mi ha dato fastidio. Se pensiamo di non metterci tutto, la panchina è lunga, si sta vicino a me a vedere la partita».
Liquidato con una battuta la conferma di Pioli nel Milan (“Non entro nelle cose degli altri, ma penso sia una cosa meritata, per lui mi fa piacere"), l’allenatore bresciano parla del futuro che, per De Zerbi, è innanzitutto la sfida di sabato sera contro al San Paolo contro il Napoli. Ma lui preferisce non parlare della prossima stagione: «Per adesso ci sono altre tre partite, prima Napoli, dove dobbiamo andare a far bene, dobbiamo difendere con le unghie e con i denti l'ottavo posto perché ci sposta tanto. Poi in base a quanto visto nelle trentotto partite bisogna fare delle scelte decise, nette e coraggiose se si vuole migliorare, altrimenti si faranno altre scelte. Dopo Napoli ci saranno Genoa e Udinese, sono tre partite in cui dobbiamo fare come in quelle che abbiamo già giocato: ovvero dobbiamo fare punti e stop».
E’ chiaro che la sconfitta e la rinuncia all’Europa brucia, ma si cambia argomento e il tecnico parla anche del calcio di rigore concesso per il fallo di mano di Chalanoglu: «Non so dire se ci siano molti rigori concessi per falli di mano, quello che so è che ci sono persone che decidono i regolamenti e che l'importante è che si applichino con regolarità e coerenza. Mi sembra che in questo momento stia succedendo un po' a tutti. In questa partita è capitato a nostro favore, in passato abbiamo subito in modo simile dei rigori contro».
Il finale è sul mercato e sul futuro: «Locatelli? Penso debba ancora crescere, un altro anno qui gli serve - spiega sicuro il tecnico neroverde -. Penso che Locatelli abbia avuto questa crescita perché l'ha voluta lui, non mi sento così decisivo sotto questo punto di vista. La qualità gliel'hanno data i suoi genitori, quando ha voluto cambiare passo mentalmente si sta prendendo tutto quello che merita».
La chiosa finale è sibillina e scherzosa allo stesso tempo: «Mi dite che Carnevali ha detto che non mi ha promesso di trattenere i big? Io ho le registrazioni…». —
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