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La Regia dopo 21 anni ritorna in serie B grazie a una costola fuoriuscita del Modena

P.V.
La Regia dopo 21 anni ritorna in serie B grazie a una costola fuoriuscita del Modena

Dopo la grande scissione, Amadei e Tosi hanno salvato il club granata iscrivendolo alla C. Salerno si è unito in corsa

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La rinascita del Modena dopo il fallimento porta quattro firme: Romano Amadei, Romano Sghedoni, Doriano Tosi, l’artefice dell’unione dell’Impero Romano, e Carmelo Salerno, l’architetto calabrese trapiantato da una vita a Modena, dove esercita la sua attività di costruttore edile, che dopo aver tentato di strappare il Modena a Caliendo si unì ad Amadei e Sghedoni che lo presero in simpatia regalandogli anche la carica di presidente. L’Impero Romano spazzò via la concorrenza al bando del Comune per l’assegnazione della ricostruzione del calcio cittadino e prese in mano le redini del Modena tra l’entusiasmo popolare. Siamo nel 2018. Doriano Tosi che, subito con Gigi Montagnani poi, alla scomparsa del Presidente, con Amadei al fianco, fu anche l’artefice della doppia promozione della Longobarda dalla serie C alla serie A in due anni. Entusiasmo alle stelle in città per una proprietà che tutta l’Italia del calcio poteva invidiare e che accolse anche Paolo Galassini e Gianlauro Morselli, giovani imprendiori di Modena, con quote di minoranza.

Doriano Tosi per la voglia di spaccare il mondo una seconda volta sotto la Ghirlandina mette insieme non una squadra, ma due e con gli interventi sul mercato di gennaio, anche tre. I gialli hanno un dovere: ammazzare il campionato di serie D, da cui doveva ripartire dopo il fallimento Caliendo, e volare in C senza ostacoli. Tosi, però, mette in mano una Ferrari, non quella attuale ma quella degna del mito, nella mani del tecnico sbagliato: Gigi Apolloni. Quando lo cambia, stecca anche il secondo: Alberto Bollini. Il Modena domina l’andata, ma nel ritorno deve vedersela con un avversario inatteso: la Pergolettese che a suon di vittorie sorpassa il Modena, viene riagguantata e conquista la promozione sul campo nello spareggio di Novara. Il Modena arriva in C grazie al ripescaggio, ma la differenza di vedute tra l’entourage di Sghedoni supportato da Galassini, Morselli e Cesati, e Amadei, sostenuto da Salerno, sull’operato di Tosi, portano mister Kerakoll e mister Immergas al tavolo della separazione. Se ne vanno Amadei e Tosi e appena arriva la notizia oltre Secchia, la Reggiana inizia a corteggiarli. Amadei compra la maggiornaza relativa del club granata, garantisce a Reggio un ripescaggio che altrimenti non avrebbe potuto permettersi, mentre Doriano Tosi si mette all’opera, ingaggia mister Alvini e costruisce una squadra da promozione. Salerno prova a restare nel Modena, ma non c’è più spazio per lui e segue Amadei. Il Vicenza allunga, la Regia insegue, ma è il Carpi la vera belva da domare in ottica promozione. Ci pensa il Coronavirus a farlo.

L’assemblea di Lega Pro promuove Monza, Vicenza e Reggina, le prime tre dei rispettivi gironi di C al momento dello stop, a tavolino e completa il poker con la promozione del Carpi. Bari e Reggiana si ribellano e vincono la battaglia politica: la Figc conferma le promozione delle prime, ma per la quarta ordina i playoff ai quali il Modena decide di non partecipare. Il Novara fa secco il Carpi e alla fine se la vedono Reggiana e Bari nella finale del Mapei Stadium. L’urlo è granata. Amadei, Tosi e Salerno ritornano in B. Modena è tutta al fianco di Romano Sghedoni nel quale ha stima e fiducia illimitata e ora si aspetta che mister Kerakoll, rimasto solo al potere dopo gli abbandoni di Galassini e Morselli, giochi il suo carico da novanta, affidato a Roberto Cesati e Luca Matteassi, e riporti in B il calcio geminiano. —

P.V.

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