«Don Monari, la Seconda coronamento di un progetto che parte da lontano»
La prima volta, come U.S. Monari, la Seconda Categoria l’aveva raggiunta tramite fusione con la mitica G. Botti. Quella appena ufficializzata dalla Figc per la attuale Don Monari è la prima conquistata sul campo. “Anche se, col nostro girone B di Terza fermato dall’epidemia quando nella lotta al vertice era ancora piena bagarre, sembra quasi una promozione a tavolino…”, afferma con apprezzabile modestia Giovanni Taparelli, vera anima della società intitolata allo storico cappellano partigiano e che fa capo alla parrocchia cittadina di S. Teresa: allenatore della prima squadra, poi responsabile tecnico del settore calcio, ha ceduto da un paio di stagioni la co-gestione della formazione seniores a Gabriele Santangelo ottenendo però in cambio la delega ad operare sul mercato… ”Eravamo andati vicini al ripescaggio – ricorda Taparelli – 7-8 anni fa perdendo la finale di Coppa di Terza con l’Olimpic S. Lazzaro e poi ripetendoci purtroppo due anni fa contro il Corlo, al ‘Braglia’. Stavolta ce l’abbiamo fatta, ed è il coronamento di un progetto tecnico che parte da lontano”. Già, perchè la storia della Monari si può dividere in due parti. La prima iniziata nel 1969 con presidente Giorgio Ascari; la seconda dopo che lo stesso Ascari andò a creare la Modenese di cui è ancora numero uno portandosi dietro un certo numero di giocatori. “A quel punto – spiega Taparelli - è partito un progetto di ampio respiro: costruire coi nostri ragazzi un percorso che dall’età dei Primi Calci portasse fino alla prima squadra. Quattro-cinque anni fa questo progetto è giunto a compimento grazie al completamento della filiera delle categorie giovanili, e la squadra che ha ottenuto la promozione ne è figlia: è infatti interamente costruita con giocatori usciti dal nostro vivaio, la maggior parte sempre rimasti con noi più qualcuno tornato da esperienze nei settori giovanili di livello più alto”. Già, perchè la Monari è anche una piccola fucina di talenti (fiore all’occhiello il portiere Brancolini, attualmente nella rosa della Fiorentina), con giovani ceduti a varie squadre dall’Eccellenza in giù. “Da qualche anno in effetti – prosegue Taparelli – grazie all’alto numero di tesserati che vantiamo, che ci colloca ai primissimi posti tra le società modenesi, la qualità dei nostri elementi è via via aumentata, e questo ci consentirà di proporci anche in Seconda con la stessa politica di organico che ci ha contraddistinto sin qui. Anche perché il budget a nostra disposizione è nullo, ci autofinanziamo col nostro vivaio”. Squadra simpatia, la Don Monari, anche perchè contraddistintasi da diverse stagioni per i risultati pirotecnici, da formazione che le dà e le prende (più le prime, a dire il vero…) con una certa allegria (54 gol fatti e 44 subiti nel 2027/18, addirittura 61 e 42 l’anno successivo, e parliamo di campionati da sole 22 partite…). “Abbiamo anche – dice sempre Taparelli – avuto dei capocannonieri: Remigio tre stagioni fa, Sordi qualche anno prima. Questa prolificità offensiva è figlia di quella qualità di cui parlavo prima. In fase difensiva c’era qualche limite, che abbiamo cercato di affrontare e quest’anno con dei ritorni importanti (tra cui quello di Matteo Luppi, difensore ‘98 ex Modena Primavera e Cittadella) pensiamo di aver risolto”.
La conferma la darà, appunto, la Seconda Categoria, che il duo Taparelli-Santangelo affronterà con il confermatissimo staff tecnico comprendente Davide Benassi, Ermes Ferrari, i preparatori dei portieri Alberto Abate e Mattia Bernagozzi e il dirigente accompagnatore Carlo Giarnieri. —
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