La scelta di Spanò. Carmelo Salerno: «Ci dispiace, ma ammiro il coraggio»
«Doveva essere una colonna della nostra squadra anche l’anno prossimo e ci mancherà Ma è un esempio per i giovani: sa che nella vita contano i valori e il sacrificio, non le scorciatoie»
La scelta di Alassandro Spanò, 26enne capitano della Reggiana, potrebbe essere la trama di un film. Una delle più originali perchè nel mondo del calcio, quando si taglia il traguardo più importante della propria carriera con la promozione tra i Cadetti della Reggiana di cui si era leader e capitano, non si appendono le scarpette al chiodo, ma si raccolgono i frutti semmai con gli interessi. Spanò, invece, è l’attore protagonista di una storia che ha sorpreso non solo la Reggiana, ma tutta l’Italia del calcio. Non sarà il capitano della Regia in B, ma uno studente che, conseguita la laurea subito dopo la promozione in B dei granata, andrà in giro per il mondo con i libri in mano e la determinazione di costruirsi un’altra carriera al di fuori del mondo del pallone.
Carmelo Salerno, ex presidente del Modena della rinascita che ha seguito Amadei e Tosi oltre Secchia dopo la separazione da Romano Sghedoni, ammette che in casa granata nessuno sapeva nulla. «Adesso capisco - dice Salerno - perchè aveva prolungato il contratto solo fino ad agosto. Aveva già pianificato tutto, ma si è comportato da professionista fino all’ultimo minuto della finale playoff con il Bari partecipando come se nulla fosse ai festeggiamenti. Solo dopo ci ha comunicato che avrebbe smesso per proseguire gli studi».
«È una decisione difficile da accettare per noi: ci siamo rimasti di stucco. Alessandro doveva essere, anche per mister Alvini, una colonna della Reggiana in serie B. La sua scelta non è facile da digerire, ma lo ammiro e non posso dire nulla se non che ha avuto un grandissimo coraggio nel prendere quella decisione».
«Lo ammiro - prosegue Carmelo Salerno, l’architetto che ha creato l’azienda Safim a Modena e in predicato di diventare presidente del club granata - perchè è un ragazzo che conosce l’importanza dei valori e del sacrificio. Ha dimostrato di avere una visione nella vita e di saper rinunciare a un momento importante della sua carriera di calciatore per realizzarla. Io ho fatto il cameriere per poter studiare, so cosa significa fare sacrifici e credo che tanti ragazzi, che pensano che per arrivare contino solo le scorciatoie, debbano prendere esempio da lui».
«Ripeto - conclude Carmelo Salerno - dal punto di vista calcistico la sua decisione di smettere col calcio per lo studio ci crea qualche problema perchè rimpiazzarlo non sarà facile anche per quello che rappresentava non solo sul campo ma anche nello spogliatoio e per i tifosi, ma sotto l’aspetto umano non posso fare altro che applaudire». —
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