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Sassuolo, Berardi tra record e orizzonti azzurri

Paolo Seghedoni
Sassuolo, Berardi tra record e orizzonti azzurri

Domani con l’Udinese gli serve una doppietta per raggiungere quota 16. «Il futuro? Vedremo, ma qui mi trovo benissimo»

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Una stagione memorabile e che può ancora migliorare (14 centri e 10 assist, in pratica la partecipazione a una rete ogni 2,8 gol del Sassuolo), con l’attacco al record di gol col Sassuolo che è a quota 16 proprio domani contro l’Udinese, ma al tempo stesso l’incertezza sul futuro e le parole sibilline che lui, ormai da un mesetto, pronuncia di fronte alla richiesta esplicita sul rimanere con il club neroverde dove è, calcisticamente, nato. Domenico Berardi sta benissimo: gol a raffica e assist a ripetizione (contro il Genoa una rete magnifica e due assist, tanto per gradire), uno stato psicofisico eccellente e la consapevolezza che la maglia azzurra, continuando così, tornerà a essere ben più di una opzione. L’Europa sfuggita quest’anno (salvo il successo della Roma in Europa League o del Napoli in Champions, ipotesi oggettivamente suggestive ma remote), l’Europeo che potrebbe conquistare tra una decina di mesi. Ma anche, appunto, una leadership tecnica e umana ormai consolidata nello spogliatoio neroverde e, al tempo stesso, quella voglia di misurarsi con un grande club che non è sopita. “Il mister è confermato un altro anno. Gli altri non lo so se resteranno, per quanto riguarda me vedremo a fine campionato”, e non è la prima volta che Berardi parla in questo modo. La pista Fiorentina, con la conferma di Iachini e quindi senza Di Francesco in panchina, pare essere molto più distante (ma poi la Fiorentina sarebbe un oggettivo passo avanti?), ma non è detto che, di fronte alla richiesta di una big, Berardi non vacilli. Al tempo stesso il talento calabrese sbocciato in Emilia dice: "Mi sento bene, fisicamente e mentalmente. Facciamo un gioco dove le mie qualità vengono valorizzate in maniera grandiosa. Mi trovo benissimo con tutti. Questa squadra ha un grandissimo valore, siamo orgogliosi e dobbiamo continuare così", una frase che sembra far capire che alla fin fine Berardi ha voglia di restare a Sassuolo per dare l’assalto non solo all’Europa con la maglia azzurra addosso, ma anche a quella in casacca neroverde.

La stagione, così particolare e per certi versi complessa, ha visto anche l’addio a Giorgio Squinzi che per lui stravedeva (ha sempre voluto che Berardi diventasse la bandiera del Sassuolo), e il numero 25 un debito di riconoscenza nei confronti della società neroverde ce l’ha e sempre lo riconoscerà. Ma, appunto, ha anche una normale voglia di provare a capire se la sua classe e le sue qualità tecniche potrrebbero uscire anche in un top club. Il mercato di quest’anno, con le conseguenze del Covid 19, probabilmente non sarà quello ideale per portare al Sassuolo il gruzzolo di milioni che potrebbero soddisfare Carnevali (non meno di 35, anche se la quotazione di Berardi è stata anche superiore) ma lo stesso mercato è appena all’inizio e i movimenti potrebbero scatenare un domino.

Mettiamola così: se la Fiorentina chiede 70 milioni di un calciatore forte, ma un po’ discontinuo, come Federico Chiesa allora il Sassuolo cosa dovrebbe chiedere per il Berardi solido e cresciuto sotto ogni punto di vista di quest’ultima stagione? Le possibilità di rivederlo a ricamare calcio d’autore in neroverde ci sono, anche perché per crescere i più forti servono. E Berardi forte lo è davvero. —



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