Gazzetta di Modena

Sport

motori 

Addio a Tino Brambilla, il “collaudatore” del Drake

2 MINUTI DI LETTURA





A 86 anni se n’è andato Ernesto ‘Tino’ Brambilla, pilota passato alla storia come il “collaudatore” di Enzo Ferrari. È stato un polivalente, pilota sia motociclistico e automobilistico e con il fratello minore Vittorio (scomparso nel 2001) ha scritto lunghe pagine delle competizioni anche internazionali, partendo dall’officina in via della Birona che avevano ereditato dal padre per approdare alla Ferrari. Il Drake, nel suo libro “Piloti che gente”, descrisse così Brambilla: «Volenteroso, sempre pronto. Tanto buono che non capivo come fosse riuscito a guadagnarsi la fama di duro del mestiere. E’ stato il primo a portare alla vittoria la Dino F.2 e non lo dimentico». Ferrari infatti gli affidò le F.2 (fu terzo nell’Europeo del 1968, grazie alla vittoria ottenuta a Roma, dove sconfisse in volata Andrea De Adamich), spinta dal motore 2 litri che portava il nome del figlio Dino. I l Commendatore si fidava di Brambilla, che aveva imparato i segreti del mestiere nell’officina paterna, tanto da chiedere spesso un suo parere per risolvere i guai che attanagliavano le sue rosse: come nel caso della 512 Sport. Dopo qualche giro di prova, andò da Ferrari, dicendogli: “Vuole che le dica la verità o le racconto delle balle?”. “La verità”, rispose il Drake. “Guardi, se qui sul volante ci mette un manettino quest’ auto diventa un tram!”. Ferrari gli offrì di esordire in F.1 al GP d’Italia, sulla pista di casa nel 1969, ma il pilota monzese dovette rinunciarvi per un banale incidente in moto di cui era stato vittima qualche giorno prima. Anche se, per altro il motivo fu un altro, rifiutò perchè aveva giudicato la vettura non competitiva. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google