Matteo Nocera convocato nella Nazionale Emergenti
Il pilone carpigiano selezionato da Franco Smith per un raduno azzurro l’11 agosto a Parma «L’obiettivo è meritare la chiamata con i grandi»
Prosegue il percorso azzurro di Matteo Nocera. Il pilone carpigiano, cresciuto nel vivaio del Modena Rugby 1965, è stato convocato dal Capo Allenatore della Nazionale Italiana Franco Smith per il raduno giornaliero della Nazionale Emergenti dell’11 agosto alla Cittadella del rugby di Parma. Dopo il passaggio alle Zebre, ufficializzatoba giugno, un’altra gratificazione per il talento modenese, inserito nella lista dei migliori prospetti del movimento rugbystico nazionale. Il raduno, durante il quale Nocera e compagni svolgeranno una seduta di allenamento mattutina in palestra e una seconda seduta pomeridiana sul campo, rappresenta una prima tappa per inserire gradualmente i giovani più interessanti nel gruppo della Nazionale Maggiore. Nel frattempo Nocera ha rilasciato un’intervista sul sito delle Zebre Rugby: «In questo periodo gli allenamenti sono intensi ma costruttivi: dopo circa tanti mesi di stop ci serviva quest’intensità per tornare al ritmo di prima».
Quando ti sei avvicinato al rugby e cosa ti ha affascinato fin da subito di questo sport?
«Ho iniziato all’età di sette anni al Rugby Carpi e la cosa che mi ha affascinato fin da subito del rugby è stato il contatto fisico. Sono sempre stato massiccio e negli altri sport facevo un po' fatica, così mio zio mi ha consigliato questo sport e me ne sono innamorato».
Ti piace il tuo ruolo?
«Sì, mi piace molto giocare pilone destro, ruolo che ho scoperto il primo anno di accademia zonale. Prima ho sempre giocato numero 8, ma ho cambiato posizione a 16 anni grazie ad un allenatore che mi ha aiutato molto in questo mio percorso di formazione. All’inizio il cambiamento non è stato facile, ma una volta ambientatomi in prima linea mi sono innamorato di questo ruolo».
Come lo interpreti?
«Dando sempre il massimo sul piano fisico. Mi piace la tendenza del rugby moderno che vede i piloni protagonisti non più soltanto in mischia chiusa ma anche nel gioco aperto».
Che valore ha avuto nella tua crescita tecnica e personale l’esperienza nel massimo campionato italiano con le Fiamme Oro Rugby?
«Un’esperienza fondamentale che mi ha aiutato a crescere, perché ero riuscito a guadagnarmi un posto in squadra e a giocare molti minuti».
Quella con gli azzurrini?
«Mi ha insegnato a non mollare mai e ad aumentare di gradino in gradino il livello delle mie performance».
Quale sarà il tuo primo obiettivo ora che sei entrato in pianta stabile nelle Zebre dopo due apparizioni da permit player?
«Ho avuto un po' di ansia all’inizio, ma adesso conto di guadagnarmi la fiducia dei compagni di squadra e di tutto lo staff. Pian piano sto iniziando ad emergere e spero di poter ottenere presto un posto in squadra e magari anche una chiamata con la nazionale maggiore. Sarebbe fantastico, un sogno che si avvera». —
l.b.
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