Sartoretti: «Puntiamo ad avere tutti i nostri abbonati al Palazzo»
Il dg gialloblù: «Siamo convinti che il nostro Palapanini sia pienamente in regola per aumentare la capienza»
Via libera al ritorno di un numero contingentato di persone sugli spalti degli impianti sportivi anche al coperto, ora servono i protocolli e le linee guida per poter tornare a parlare davvero anche di pallavolo giocata. Dopo una lunga attesa e dopo una serie di appelli, l’ultimo in ordine di tempo quello del direttore generale di Modena Volley, Andrea Sartoretti, ecco i primi segnali che arrivano dalle istituzioni. Come ci si poteva attendere il Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, non ha perso tempo ed ha immediatamente emesso l’ordinanza che recepisce le indicazioni arrivate al termine dell’incontro di venerdì fra ministeri competenti, comitato scientifico e altre figure coinvolte in questo tipo di tematiche. Un sospiro di sollievo per lo stesso dirigente gialloblù che ha espresso soddisfazione per questo importante passo avanti: “Avevo detto pochi giorni fa che Modena avrebbe giocato solo con il pubblico e che aspettavo segnali che sono subito arrivati da parte del Ministro e del nostro Governatore. E’ ovvio che sono i primi passi, ma abbiamo letto della possibilità di deroga alla capienza di 200 persone per eventi nazionali ed internazionali, ovviamente sottostando a determinate norme di sicurezza. Per questo siamo convinti che il nostro palazzetto sia pienamente in regola per aumentare la capienza e che potremo portare a vedere le nostre partite almeno tutti gli abbonati”.
Ottimismo per quanto riguarda una parte fondamentale dello spettacolo, ma ora si apre la pagina relativa alle modalità con cui si potrà tornare ad allenarsi a pieno ritmo e, successivamente, a giocare. Il primo impegno ufficiale è la semifinale d’andata di Supercoppa in programma il 13 settembre a Perugia, il tempo stringe e a venire in soccorso della Lega maschile, ma anche di quella femminile e di quelle di tutti gli altri paesi, è la Commissione Medica della Federazione Internazionale che ha stilato un documento di 12 pagine che potrà essere utilizzato come base di partenza per un protocollo che, necessariamente, dovrà essere comunque approvato dalle autorità governative e sanitarie italiane. L’obiettivo è quello di ridurre sensibilmente i costi rispetto alla normativa realizzata per il calcio professionistico che sarebbero insostenibili per tutta la pallavolo. Facile a dirsi, ma complicato nella pratica come si può desumere anche dalle raccomandazioni della stessa Federazione Internazionale che, innanzitutto, consiglia l’attivazione di un Comitato per la sicurezza presieduto dal presidente della Fipav per quanto concerne l’Italia. Per quanto riguarda gli impianti sarà necessario stabilire un piano per il distanziamento e la prevenzione di eventuali assembramenti dagli spalti agli spogliatoi passando per i bagni. Per quanto riguarda le squadre dovrà essere stabilito un piano di test anti Covid-19 a cui attenersi e dovranno essere limitati al minimo i contatti fisici. Questo significa che sono vietati gli abbracci dopo i punti, le strette di mano ad inizio e fine gara e dovranno essere approntati percorsi differenti per il cambio campo al termine di ogni set. Tra i consigli si segnala anche la necessità di una sanificazione continua del pallone al termine di ogni scambio. Attenzione anche a viaggi e trasferte, con arrivi e partenze da organizzare a piccoli gruppi oltre all’utilizzo di camere singole negli alberghi per ogni atleta e membro dello staff. —
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