Fabio Soli scommette sulla nuova Leo Shoes «È molto più forte di quanto la gente pensi»
Il tecnico modenese guida Monza per la terza stagione: «Ha perso giocatori importanti, ma io la vedo a ridosso delle big»
Strano il destino, sarà proprio Monza, ultima squadra ad aver affrontato Modena prima dello stop al campionato, a sfidare la Leo Shoes nella giornata inaugurale della Superlega.
«Sì, sembra quasi che si voglia ripartire da dove avevamo finito, mi auguro solo che possa essere una partita diversa e non solo sul piano squisitamente tecnico».
Fabio Soli, 41 anni il 28 settembre, nato a Formigine, ma “modenese dentro”, guida quest’anno Monza per la terza stagione consecutiva.
«Un privilegio, questo, e sono grato alla società: qui ho avuto sempre la possibilità di lavorare molto bene e credo che anche quest’anno le basi ci siano».
L’ultimo regalo del club brianzolo al suo coach ha un nome e cognome che a Modena ben conoscono: Maxwell Holt, lasciato libero proprio dalla società gialloblù.
«Siamo stati fortunati che si sia presentata l’opportunità di portare Max a Monza. Lui è un top player, questo non lo scopro certo io, e voleva rimanere in Italia: averlo qui con noi è un valore aggiunto, su questo non si discute».
Holt oggi, Orduna, Beretta e lo stesso Fabio Soli ieri: pare che tutte le strade da Modena portino a Monza.
«Vero, scherzando potremmo dire che a Monza ha aperto un altro Modena Due... Manca solo la torre illuminata per farci sentire a casa».
Che effetto farà a Soli iniziare la Superlega proprio al PalaPanini?
«Ho un solo desiderio e spero che si realizzi: vorrei tanto che quel giorno ci fosse il pubblico al “Palazzo”. Ma voi ricordate in che situazione giocammo ad inizio marzo? Porte chiuse, impianto vuoto, irreale, anzi direi proprio una cornice penosa. Sicuramente Modena con il suo pubblico diventa ancor più pericolosa, ma è vero anche che giocare nel deserto non aiuta nemmeno gli avversari, anzi».
Soli e Monza troveranno dall’altra parte della rete una Modena ben diversa da quella di inizio marzo.
«Ci sono due concetti da esprimere con chiarezza: da una parte è vero che la Leo Shoes è uscita ridimensionata dall’ultimo mercato, sono partiti giocatori importanti, nessuno lo può negare, ma allo stesso tempo vorrei che la gente capisse che se si prende Modena singolo per singolo è chiaro che merita di essere definita “pericolosa”».
Qual è dunque la giusta collocazione della Leo Shoes nella griglia di partenza del prossimo campionato?
«Secondo me Modena è sottovalutata, e molto, rispetto al suo reale valore. Io la colloco subito dopo le grandi del torneo e ha tutto per poterle mettere in difficoltà».
Il tecnico modenese motiva così la sua convinzione.
«Christenson? È uno dei migliori alzatori in campo mondiale ed è ancora lì, Grebennikov darà quel qualcosa in più a tutta la squadra, anche lui è un fuoriclasse nel suo ruolo, al centro non mi pare che siate poi messi male, Lavia in zona 4 ha fatto una stagione eccellente e ha i numeri per ripetersi. Credo che avere vicino una persona come Nema Petric non potrà che aiutarlo».
Detto di Modena, non resta che chiedere a Soli dove si collocherà la “sua” Monza.
«Io credo che con Holt in più e con la conferma di Orduna possiamo dire di poter contare su un organico dall’ottimo potenziale. A chi mi chiede di dare una definizione della Monza che verrà amo ripetere che non siamo solo un punto interrogativo, ma un “bel punto interrogativo”. Per ora stiamo lavorando bene e sono soddisfatto: peccato solo non avere a disposizione Lagumdzija, l’opposto, di nazionalità sportiva turca, ma bosniaco di nascita e passaporto, impossibile farlo entrare in Italia per il momento. Speriamo di averlo prima della sfida di campionato con Modena». —
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