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Dovizioso trionfa in Austria Rossi illeso per miracolo

Dovizioso trionfa in Austria Rossi illeso per miracolo

Terribile incidente innescato da Zarco, “Vale” sfiorato da una moto imbizzarrita: «Il rischio più grosso della carriera». Morbidelli: «Zarco è un mezzo assassino»

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Andrea Dovizioso ha vinto il gran premio d'Austria, suo primo successo quest'anno, tingendo di rimpianto l'addio alla Ducati al termine della stagione 2020, annunciato solo sabato. Ma è stata anche la gara del pauroso incidente che ha coinvolto Johan Zarco e Franco Morbidelli. Un contatto che solo per fortuna non ha causato danni fisici gravi. La dea bendata ha baciato soprattutto Valentino Rossi, che si è visto sfrecciate a pochi centimetri dal casco la mole della M1 di Morbidelli. «Ho avuto tanta paura - ha detto poi un Rossi molto scosso - Riprendere è stata dura. Ho corso il rischio più grosso della mia carriera, il santo dei motociclisti ha fatto un grande lavoro».

Rossi ha addossato a Zarco la responsabilità di quanto successo: «È recidivo: ha frenato apposta davanti a Morbidelli. È stata una manovra molto pericolosa, si sta perdendo il rispetto degli avversari: in pista devi essere aggressivo, ma Zarco non è nuovo a certe cose. Ora devono fargli qualcosa di serio». Durissimo Morbidelli: «Assurdo fare una frenata così a 300 km all’ora, Zarco è un mezzo assassino».

Dovizioso ha tagliato il traguardo davanti alla Suzuki di Joan Mir e alla Ducati clienti di Jack Miller, avvicinando in classifica il leader del mondiale, Fabio Quartararo, solo ottavo ed ora a +11. Quarto Brad Binder (KTM), vincitore a Brno, quinto Valentino Rossi con la migliore delle Yamaha. Decimo il suo compagno di squadra Maverick Vinales, grande deluso della giornata, autore di una pole che non ha saputo sfruttare in gara. Per Dovizioso è il quindicesimo primo posto in MotoGp ed ha coinciso con la cinquantesima per l'azienda di Borgo Panigale.

«Vittoria strana, in un giorno speciale, per tante ragioni - ha commentato il forlivese, che ha mostrato di saper reagire in un momento delicato della carriera - Non era facile ripartire dopo la bandiera rossa. Però sono riuscito a imporre il mio ritmo».

Quattro gran premi della massima cilindrata, tre diversi dominatori. Non succedeva da tempo ed è come se l'assenza del cannibale Marc Marquez avesse scoperchiato le ambizioni di molti dei protagonisti, che finalmente possono guardare al titolo non come ad un miraggio. Sono state due gare in una, con la ripartenza dopo la bandiera rossa esposta a causa della carambola infernale. Si era all'ottavo giro, con Pol Espargaro (KTM) al comando. Al secondo via, con ancora venti giri da disputare, Espargaro e il portoghese Miguel Oliveira, anche lui su KTM, hanno infiammato la gara fino ad autoeliminarsi con una caduta. Stessa sorte di Alex Rins (Suzuki), tradito dalla foga nel tentativo di sorpassare Dovizioso per il primo posto. —



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