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Il dominio di “Re” Hamilton continua indisturbato Per la Ferrari è buio pesto

Il dominio di “Re” Hamilton continua indisturbato Per la Ferrari è buio pesto

Problemi elettrici per Leclerc che si ritira e dice ai box: «Si è spenta la luce» Vettel con orgoglio chiude appena settimo. Davanti ennesimo assolo di Lewis 

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MONTMELÓ

Una cavalcata senza rivali, dall'inizio alla fine del Gp di Spagna, con il solo Max Verstappen a inserirsi nel dominio Mercedes - lui secondo tra la Freccia del campione del mondo e quella di Bottas - ma senza peraltro mai mettere in dubbio lo scettro di Re Lewis. Quanto alla Ferrari, un'altra giornata nera. Condita dal ritiro di Charles Leclerc poco oltre metà gara. «Si è spenta la luce», la spiegazione piena di delusione del monegasco: un'epigrafe sulla stagione, più che un'analisi tecnica. La giornata nera di Maranello è ancor più chiara nel resoconto della gara di Sebastian Vettel: il suo settimo posto finale è frutto di una prestazione tattica, dell'azzardo di un solo pit stop, e conforta il pilota tedesco giunto le settimane scorse sull'orlo di una crisi di nervi. Ma c'è anche da dire che la sua Ferrari numero 7 è finita doppiata, come peraltro tutti gli altri piloti in pista tranne quelli saliti sul podio. Insomma, il gap tra i primi tre e il resto della linea di partenza è tale da lasciar pensare a due Mondiali a parte. Anzi tre, visto che con la quarta vittoria in sei gran premi e un vantaggio già sostanzioso sul secondo in classifica (Verstappen), il settimo titolo iridato e quarto di fila è ipotecato. La gara, è presto detta. Hamilton parte in pole, resta primo dall'inizio fino al giro 66, non si lascia mai intimorire né dagli inseguitori nè dal blistering alle posteriori che una settimana va avevano dato il via libera a Verstappen. Chiuderà con 24 secondi di vantaggio sull'olandese Red Bull e 44 secondi su Bottas, concedendosi persino un secondo pit stop che avrebbe volentieri evitato. Dietro l'inglese, emozioni alla partenza quando Verstappen brucia Bottas, sorpassato anche dalla Racing Point di Stroll, ripreso nel giro di pochi giri dalla potenza Mercedes. Così il terzetto di testa fa gara a sè, Verstappen-Bottas si alternano dietro Hamilton solo per il primo pit stop. Lontane, le Ferrari partite dopo una cattiva qualifica nona e dodicesima. Dal ventesimo giro comincia la risalita. Leclerc ha passo e velocità, sale fino al sesto posto poi ritarda di un giro il cambio gomme e finisce tredicesimo nel traffico. Al giro 38, si spegne la luce, e non è solo una metafora: in curva al settore tre la sua Rossa si gira e si blocca, il monegasco chiede ai box il permesso di ripartire, il motore si riavvia ma dopo un primo passaggio alla pit lane è costretto a rientrare. Ci prova Vettel, salito fino al quinto posto quando Hamilton lo ha già doppiato e gasato dai 5 secondi da Perez che lo precede. Il tedesco prova l'azzardo gomme non fermandosi al secondo pit stop, ma lo paga in termini di velocità e cede due piazze, a Stroll e poi a Sainz. E se - mentre Hamilton fa il vuoto e Leclerc sconsolato ammette che neanche stavolta niente è andato come doveva - c'è da esser soddisfatti per un settimo posto, è il segno della disfatta Ferrari.

E così mentre per le “rosse” continua la stagione maledetta per le Mercedes e Hamilton prosegue la cavalcata. Un dominio assoluto che se non fosse per Verstappen sarebbe ancora di più imbarazzante e importante. E così a re Lewis non resta, si fa per dire, che andare a caccia di record su record. Uno di questi, il più importante, lo porterà ad essere il pilota più vincente della storia della categoria. Il punto di riferimento, per ora, resta sempre Michael Schumacher che ha chiuso la sua formidabile carriera con 91 successi. Hamilton, ieri, è salito a quota 88. L’obiettivo è quindi vicino, a solamente tre vittorie. Davvero un niente se si considera lo strapotere di questa stagione e soprattutto la mancanza di avversari all’altezza . A proposito di record e a proposito di Hamitlon-Schumacher. Si torna all’attualità perché con la vittoria a Montmelò, Lewis è riuscito ad ottenere il quarto trionfo consecutivo nel Gp di Spagna. Un poker che gli ha permesso di eguagliare proprio Schumi capace di fare filotto a inizio 2000. Altri tempi e soprattutto altra Ferrari. Adesso al Cavallino non resta altro che provare a reagire, magari ripartendo dalle parole dei propri piloti. Quelle di Charles Leclerc dopo il ritiro e quelle di Sebastian Vettel che, una volta richiamato ai box, ha sentenziato: «No, resto in pista. Proviamoci, non abbiamo nulla da perdere». Come dargli torto... —

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