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Poli: «Modena, da oggi si inizia a fare sul serio La squadra sta già bene»

Marco Costanzini

Il preparatore atletico: «Soddisfatti delle due settimane di pre-ritiro, serviva una ripresa graduale per evitare rischi»

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Per mesi ha avuto l’arduo compito di provare a mantenere i giocatori in forma a distanza, senza sapere se e quando si sarebbe potuti tornare in campo, e da due settimane li ha finalmente ritrovati per valutare la loro condizione dopo la lunga inattività. Max Poli, preparatore atletico del Modena, traccia un bilancio positivo del pre-ritiro ed è pronto ad aumentare i carichi già da oggi, quando scatterà il ritiro vero e proprio in città. Come ha ritrovato la squadra? «Bene, per merito dei ragazzi. Sono stati bravi a portare avanti il lavoro pur non potendosi allenare per mesi sul campo e in gruppo. È chiaro che la condizione di partenza era quella di persone ferme da cinque mesi, circostanza che in un calciatore non si verifica nemmeno per gli infortuni più lunghi, ma siamo soddisfatti». C’era preoccupazione dopo un’inattività così lunga? «Ce ne sarebbe stata molta di più se fossimo dovuti tornare in campo subito dopo il lockdown, quando tutti i ragazzi erano rimasti bloccati nelle proprie abitazioni e avevano dovuto arrangiarsi a seconda di spazi ed attrezzi a disposizione. Per quanto uno potesse allenarsi, il livello del lavoro non riusciva ad essere alto. Nella seconda fase, tra corsa, bici, tennis, paddle ed altri sport, c’è stata per tutti la possibilità di riprendere un’attività fisica vera, preziosa per non ripartire da zero quando ci siamo ritrovati». Le prime due settimane di allenamento come sono state strutturate? «È stata una ripresa graduale, per non rischiare di perdere subito giocatori. Abbiamo svolto 12 allenamenti in due settimane, nessuno ha avuto acciacchi e adesso inizieremo a caricare. Nel pre-ritiro ci si è concentrati su una ripresa organica per restituire a tutti una condizione di base, con un lavoro di forza e aerobico non specifico ma generale, senza palla durante la prima settimana. Ora ci saranno lavori più specifici e funzionali». Le temperature alte saranno un problema? «Quando si è rinunciato al ritiro in montagna per lo slittamento delle date del campionato, abbiamo valutato che nella passata stagione dal 3 agosto eravamo comunque a Modena ad allenarci. Chiaramente erano sedute singole, a ritiro già svolto, mentre quest’anno saranno doppie, ma si lavorerà negli orari meno caldi sperando che anche le temperature, pian piano, si abbassino». Si potrà organizzare qualche amichevole? «Da sabato prossimo vorremmo iniziare a giocare qualche partita a basso impatto. La faremo in famiglia se il protocollo sanitario non ci permetterà di poterle svolgere con squadre che non siano sottoposte al nostro stesso iter di tamponi e test». La prossima stagione sarà un tour de force. Come ci si prepara? «Ci saranno diverse variabili: tanti turni infrasettimanali, la lunga inattività alle spalle e le rose ristrette a 22 giocatori in una stagione in cui, presumibilmente, gli infortuni muscolari saranno maggiori. A fare la differenza sarà la gestione di allenamenti e recupero». —

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