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Berti: «Preparazione adattata alle nuove esigenze degli atleti»

Andrea Lolli
Berti: «Preparazione adattata alle nuove esigenze degli atleti»

Superlega. Seconda stagione in gialloblù per uno dei collaboratori di coach Giani 

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Si sta per concludere il primo mese di lavoro in casa Modena Volley. Poco meno ne manca per il primo impegno ufficiale sul campo di Perugia e a stilare un piccolo bilancio della situazione è il preparatore dei gialloblù, Oscar Berti, che in primis si è soffermato sull’importanza di essere tornati in campo già a giugno non appena si erano riaperte le porte del PalaPanini grazie al primo protocollo, seppur particolarmente stringente, della Fipav: «Fortunatamente in Emilia Romagna è stato possibili iniziare a giugno un lavoro di preparazione in gruppi dove il tema principale era atletico e fisico, con la sala pesi e il condizionamento in campo, soprattutto a livello metabolico, lavorando sulla tecnica individuale. Abbiamo scelto di sfruttare quel periodo per non avere ora atleti che tornavano in palestra dopo un lunghissimo periodo d’inattività».

La scelta di ripartire in due fasi ha portato anche vantaggi: «Con questa programmazione abbiamo potuto subito inserire dal raduno di fine luglio un po’ più lavoro sintetico e analitico, dovendo solo concludere la parte di preparazione fisica. Ora siamo entrati, invece, nella parte più strettamente di campo potendo fare il 6 contro 6 grazie al nuovo protocollo. Per questo il mio lavoro si è spostato maggiormente sulla prevenzione dovendo essere pronti a salti e cadute ripetute nel gioco».

Tutto pronto, insomma, per tornare in campo anche se la risposta fisica di ogni giocatore sarà da valutare solo nel tempo: «E’ difficile prevedere ora cosa sarà perché ogni giocatore ha avuto risposte diverse dopo il lockdown ed anche dal lavoro che stiamo facendo ora. Tempo e campo ci diranno quando la squadra potrà arrivare al massimo, ma l’idea è quella di essere subito pronti per i primi impegni. Ad ogni modo, aspettiamo con ansia le prime partite per sapere come poter giudicare la nostra programmazione».

Infine il pubblico: «Un palasport senza tifosi sarebbe da chiamare in un altro modo. Gli appassionati sugli spalti sono parte importante di qualsiasi disciplina». —

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