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Eccellenza, i gironi sono un rebus E i criteri del Crer fanno discutere

Giacomo Molteni
Eccellenza, i gironi sono un rebus E i criteri del Crer fanno discutere

Dovendo fare tre raggruppamenti, in base a calcoli chilometrici delle distanze tra società, Cittadella e Modenese rischiano di finire nel girone A con le corazzate

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C’è fermento, a dire poco, dalle nostre parti riguardo alla composizione dei gironi del prossimo campionato di Eccellenza 2020/21. Il motivo è presto detto. Con la tradizionale divisione in due raggruppamenti, il gioco era in pratica fatto: la metà occidentale della regione Modena compresa da una parte (con l’eccezione un paio di stagioni fa della Virtus Castelfranco, comprensibile in quanto la patria del tortellino è tradizionalmente terra di confine), Bologna, Ferrara e la Romagna dall’altra.

Ma poichè quest’anno i gironi diventano tre, se la Romagna rimane certamente in quello orientale e piacentine, parmensi e anche reggiane visto il loro esiguo numero (Arcetana, Bibbiano, Campagnola, Rolo) in quello occidentale, modenesi, bolognesi e ferraresi non ci stano tutte in quello di mezzo e dunque si devono dividere. In base a quale criterio? Il Crer, che tali gironi li ha bell’e pronti ma li tiene secretati in attesa di sapere se ci sarà il ripescaggio del Corticella in D, con conseguente recupero in Eccellenza dell’Anzolavino, ha scelto quello del calcolo chilometrico delle distanze tra una società e l’altra. Ma affidandosi a quale fonte? Google Maps o altre realtà web analoghe? Non è detto calcolino tutte allo stesso modo. Dipende se si sceglie il percorso più comodo (diciamo autostradale) ma magari chilometricamente più lungo o quello meno comodo ma più breve. E poi: Cittadella e Modenese pari sono perché entrambe di Modena città, o conta la collocazione specifica delle rispettive sedi e campi di gioco, distanti alcuni chilometri l’uno dall’altro? In più: sappiamo che per tale conteggio si è partiti per convenzione dalle società della parte nord occidentale della regione, cioè il Piacentino; siamo sicuri che se si fosse partiti da quella sud orientale, cioè il Riminese, l’esito sarebbe stato identico? Qualcuno, tra gli interessati, il problema se l’è posto… Il motivo principale per cui la cosa preme tanto è, detta come vuol detta, che nel girone A non ci vorrebbe finire nessuno. Vi troveranno posto infatti autentiche corazzate (Nibbiano, Piccardo Traversetolo, Agazzanese) di cui non si può certo dire che abbiano economicamente risentito dell’effetto-Covid. La Cittadella Vis Modena per dire, che ha sicuramente costruito una squadra per vincere, vi troverebbe concorrenza agguerritissima, come sulla carta non nel gruppo B. Ma anche per chi gioca per salvarsi (ricordiamo che le retrocessioni quest’anno saranno ben cinque per girone) sarebbe più dura. Tanto che in giro c’è chi, basandosi su una “norma convenzionale”, invero un po’ spietata, applicata fino a un paio di stagioni fa per cui le squadre ripescate dell’ultima ora dovevano “adattarsi”, avrebbe pensato che nel girone occidentale dovesse finirci la Vignolese, salite in Eccellenza da terza classificata in Promozione. Ma considerando che il principio ispiratore è quello di far viaggiare e spendere meno le società, sarebbe un sacrificio in controtendenza per quasi tutte le altre società del raggruppamento (per non parlare dei rossoverdi stessi…).

Insomma, un bel rebus per conoscere la soluzione del quale bisognerà in ogni caso aspettare ancora una settimana, visto che gli organici definitivi di C e D non saranno ufficializzati prima di venerdì 28. —

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