Bonacini: «Lasciamo a bravi imprenditori»
«La società non ha un debito e io, Marani e Caliumi abbiamo costruito un capolavoro. Non è un addio ma un arrivederci»
Ha voluto chiudere col botto l’ex patron Stefano Bonacini: «Questo non è un addio ma un arrivederci. Sicuramente non qui ». Cos’abbia voluto dire, chi lo sa. E’ però lui stesso a smentire un ritorno sulla scena nel breve periodo: «Rimango fermo probabilmente per tutto l’anno. 11 anni sono pesanti e ho un’azienda da mandare avanti con 200 dipendenti in un momento condizionato dal Covid. Meglio rimanere concentrati sulle proprie proprietà». E allora? Forse un messaggio mandato alla vicina Modena, o forse semplicemente la consapevolezza che lontano da questo mondo non riuscirà a stare a lungo. E’ stato l’unico sguardo sul futuro del suo intervento di questa conferenza stampa congiunta, aperta proprio dall’ex patron, che insieme a Claudio Caliumi e Roberto Marani ha ricordato gli undici anni alla guida della società di via Marx e ringraziato il mondo intero. Dai magazzinieri agli impiegati, passando per i tifosi e gli abbonati, e poi Giuntoli, Castori e Romagnoli.
IL MOMENTO GIUSTO
Presso la sede di Ncs company, Bonacini ha parlato per una buona mezzora ricordando i suoi anni al timone del Carpi: «Abbiamo condiviso questo momento con la nuova proprietà – ha attaccato l’ex patron Bonacini – , in parte carpigiana come noi, per fare vedere che abbiamo ceduto a persone serie. Sono stati 11 anni di risultati sotto gli occhi di tutti, fuori da ogni immaginazione. Abbiamo dedicato lavoro e tempo togliendoli alle nostre professioni e alle famiglie. Dispiace lasciare un pezzo della nostra vita ma era il momento giusto per uscire, perché dopo risultati strabilianti di meglio non potevamo fare». L’affare si è concluso una settimana fa, dopo una trattativa serrata: «Tra l’anno scorso e quest’anno siamo stati bersagliati da richieste – continua Bonacini – ma nessuna carpigiana e nessuna con le credenziali. Grazie alla Banca Cerea e a Mastena si è creato un gruppo poteva acquisire che mi è sembrato subito credibile. Ho visto che Simone e Ncs volevano fare le cose in modo serio e abbiamo proceduto abbastanza spediti. Mi piacerebbe che questi soci venissero appoggiati, stimolati e aiutati perché il mondo del calcio è complicato. Mi rendo conto di quanto abbiamo fatto solo adesso perché spiego a loro tutti i segreti della gestione».
I CONSIGLI
Via dal Carpi senza strappi: «Ho cercato di dare ai nuovi soci consigli più corretti, da padre di famiglia. E’ una società fatta da gente seria che sa vincere. Avere un buon lavandaio e un buon autista di pullman valgono un punto, avere un buon dottore vale tre punti. Poi c’è anche il centravanti. E mi sono raccomandato di non fare il passo più lungo della gamba». Anche un cruccio nei suoi 11 anni: «Mi auguro che Simone e gli altri soci riescano a coinvolgere una città che dal punto di vista del trasporto è fredda. Noi ci abbiamo provato con risultati modesti anche per colpa nostra. Qualche errore l’abbiamo commesso, ma aver portato il Carpi allo Juventus Stadium farà sempre pendere la bilancia dalla parte del positivo». Dopo il patron, saluto di commiato anche per i soci di questi anni Caliumi e Marani. —
F.G.
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