La Ferrari in caduta libera e in Belgio è una disfatta Re Hamilton pigliatutto
Dominio Mercedes, Bottas e Verstappen sul podio. Umiliazione per le rosse che chiudono al 13° e 14° posto. Matteo Binotto: «Io il primo responsabile»
Appena un anno fa le braccia di Charles Leclerc erano alzate verso il cielo a festeggiare un successo che rilanciava la Ferrari al cospetto del dominio Mercedes. Una gara perfetta dell’enfant prodige del Cavallino. Il Predestinato aveva colpito infiammando l’orgoglio del popolo rosso che lo incoronò subito come il nuovo Villeneuve. La Ferrari cambiò passo rialzando la testa anche se lo strapotere delle Frecce d’argento non poteva essere più scalfito con Hamilton ormai lanciato verso l’ennesimo titolo mondiale.
Il re è solo e trionfa
Lewis Hamilton che ieri si è ripreso lo scettro anche in Belgio dominando un Gran Premio che non ha avuto storia. Mercedes in testa dall’inizio alla fine con Bottas accodato al compagno e davanti a Max Verstappen che non è riuscito a tenere la sua Red Bull a stretto contatto con le super potenze Mercedes, ma premiato comunque dal terzo gradino del podio a conferma che Mercedes e Red Bulla stanno disputando un campionato a parte. Questa la sintesi di una corsa avara di emozioni, se non per l’incidente che ha coinvolto l’Alfa Romeo di Giovinazzi e la Williams di Russel.
Disfatta annunciata
La Ferrari aveva trascorso un week end difficilissimo già dalle qualifiche con Leclerc e Vettel addirittura esclusi dalla Q3 e costretti a partire in settima fila con il tredicesimo e il quattordicesimo tempo.
Charles parte anche bene e conquista una decima posizione più dignitosa. Vettel, invece, resta nelle retrovie.
Il popolo ferrarista incollato davanti alla tv spera nel miracolo, ma la SF1000 è nata male e quella disfatta che era facilmente prevedibile si materializza impietosamente sulla pista di Spa che è un specie di maledizione anche per Carlos Sainz, il pilota chiamato a sostituire Vettel nella prossima stagione che per la quarta volta incappa in un ritiro in Belgio. Un problema allo scarico della sua McLaren nel giro di ricognizione gli costa la gara.
La partenza di Leclerc è un’illusione perchè le due Ferrari non vanno e arretrano incapaci di competere anche con team che non vantano il blasone e la forza della scuderia di Maranello. Un progetto clamorosamente sbagliato quello della SF1000 che su una pista come quella di Spa mostra tutti i suoi limiti rischiando di far scivolare le due Rosse addirittura nelle ultime due posizioni. Servirebbero potenza e aerodinamica, ma la Ferrari non ne ha e gira su tempi distanti anni luce dalle Mercedes e dalla Red Bull. Anche Raikkonen con la sua Alfa Romeo ha molto di più da spendere rispetto a Vettel e Leclerc il quale tenta anche di passare il compagno per poi riaccodarsi mestamente e chiudere la corsa al 14esimo posto, una posizione in più per il tedesco.
Finisce male ciò che era cominciato male non solo in Belgio, peggior risultato di sempre, ma anche in un’annata da incubo sottolineata dalla furia dei tifosi del Cavallino che non riescono a rassegnarsi di vedere una Ferrari così malconcia e non competitiva.
L’Italia e Binotto
E che hanno perso la speranza anche solo di assistere a un’impennata in Italia perchè la Formula 1 sbarcherà prima a Monza, poi al Mugello e a Imola.
I templi delle Rosse, ma è Matteo Binotti, il Team Principal della Ferrari nel mirino dei tifosi, il primo ad essere consapevole e realista. Non parla di crisi, ma ammette che il Cavallino si trovi travolto da una vera tempesta.
«Siamo tutti responsabili di questa situazione, io per primo. In Belgio siamo incappati in un bruttissimo risultato in una stagione gïà difficile, ma non c’è crisi nella squadra, tutti abbiamo voglia di reagire.
Bisogna stringere i denti e costruire un futuro migliore nella tempesta. Sono molto deluso ed è inutile nascondersi dietro un dito, la realtà è questa e bisogna essere capaci di trasformare la frustrazione in determinazione. I tifosi sono arrabbiati? Lo siamo anche noi».
Binotto guarda anche a Monza con estrema lucidità: «È una pista di potenza e cercheremo di portare una nuova direttiva tecnica con un pacchetto migliore per cercare di essere più competivi. Ma è inutile illudersi». —
M.C.
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