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Locatelli: «Sassuolo, l’esordio azzurro solo un punto di partenza»

Valentina Spezzani
Locatelli: «Sassuolo, l’esordio azzurro solo un punto di partenza»

Il centrocampista non si sbilancia sul mercato: «A Sassuolo sto benissimo...». Caputo: «Andare in nazionale a 33 anni è un sogno che si è realizzato»

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Reduce da una partita di altissimo livello in maglia «zzurra contro l'Olanda, Manuel Locatelli ha raccontato così giovedì sera sul palco del Mapei Football Center la sua esperienza in Nazionale: «È stato incredibile, ero già molto emozionato alla convocazione, non pensavo di giocare titolare, è stato un bellissimo esordio, ho realizzato un sogno, sono molto felice, ma spero sia solo un punto di partenza, perché ho voglia di migliorare». A Sassuolo una partenza in sordina e poi la definitiva consacrazione: «Non è stato semplice qui all'inizio, però questa è veramente una grande famiglia e mi ha reso le cose più facili. Ringrazierò sempre il mister e la società, perché hanno creduto in me e i risultati che abbiamo ottenuto, li abbiamo raggiunti insieme. Ho dei compagni fantastici, faccio fatica a dire chi mi abbia aiutato di più, sono felice di condividere lo spogliatoio con loro, siamo veramente un bel gruppo».

Chi non ha avuto la gioia di scendere in campo in azzurro ma è comunque soddisfatto di essere stato scelto da Roberto Mancini, è Ciccio Caputo: «La mia è stata una convocazione diversa da quella di Manuel, perché è arrivata a 33 anni, è un sogno che si è realizzato grazie al mister, alla società e a tutti i miei compagni, senza di loro non avrei fatto 21 gol e tutto questo non sarebbe successo».

Nell'anno del Centenario del Sassuolo, c'è chi vivrà la sua sedicesima stagione in neroverde e toccherà quota 500 partite con questi colori (ne mancano solo due), ovvero Francesco Magnanelli: «Quella scorsa è stata un'annata molto lunga e molto complicata per tutti, all'inizio non siamo partiti bene, forse non sapevamo bene quanto potenziale avessimo, ma nel momento in cui ci siamo integrati, a parlare sono stati i risultati. A volte ho la sensazione che l'ottavo posto che abbiamo ottenuto passi come scontato, invece è stato un grandissimo risultato, frutto di un grandissimo lavoro fatto da tutti, e a nome della squadra ci tengo a ringraziare la famiglia Sassuolo in generale. Perché sono rimasto sempre qui? Per il rapporto che ho con questa città, con questi colori, poi per quello che abbiamo costruito insieme, sono state più le gioie che i dolori, calcisticamente parlando. Credo che non sia un caso che da qui siano passati tanti ragazzi che giocano in Nazionale o nelle squadre più importanti d'Europa, significa che qui si può crescere, migliorare, qui c'è il tempo di maturare, e allo stesso tempo questa piazza ti lascia qualcosa di speciale, sono certo che i ragazzi che sono andati via ne abbiano fatto tesoro». —
 

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