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La festa Ferrari finisce presto: trionfa Lewis

Stefano Mancini
La festa Ferrari finisce presto: trionfa Lewis

Il Gp 1000 è un incubo: vince Hamiton, Leclerc 8º, Vettel 10º Al Mugello torna il pubblico e succede di tutto: tre le partenze

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Stefano Mancini

/ INVIATO A SCARPERIA

Una macchina rossa sola al comando c’è stata, e a lungo, ma era una safety car di marca Mercedes dipinta di rosso per rendere omaggio ai mille Gran premi della Ferrari. Una carineria che si è dimostrata una beffa, visto come è andato il primo Gran premio della Toscana.

La festa è finita

La Scuderia ha illuminato la notte di Firenze, ha mostrato storia e blasone e ha promesso che tornerà a vincere.

Ma ci vorranno almeno due anni. L’indomani in pista è stato doloroso. Dopo una safety car, due bandiere rosse e tre partenze di un Gran premio folle, emozionante e pericoloso, solo il risultato è standard: Lewis Hamilton vince la sua 90ª gara e Valtteri Bottas completa la doppietta Mercedes, mentre le Rosse nella elegante livrea colore amaranto, la stessa delle origini, continuano a sprofondare. L’unico aspetto positivo è che alla prossima ricorrenza la gara del Mugello sarà ricordata con i due piloti in zona punti: Leclerc nono al traguardo ma promosso ottavo (Raikkonen ha subito 5’’ di penalità per un ingresso spericolato in corsia box) e Vettel decimo.

Cinque punti in totale, un piccolo contributo al sesto posto nella classifica dei costruttori insidiato da AlphaTauri.

Persino il pubblico ha snobbato l’evento, deluso dai risultati della Ferrari o, più probabilmente, choccato da prezzi fra i 375 e i 500 euro, già dimezzati rispetto alle tariffe iniziali.

Così il primo Gp in terra di Mugello e il primo a porte socchiuse (erano in vendita 2880 biglietti), scaldato dall’esibizione di Mick Schumacher a bordo della F2004 con cui papà Michael vinse il suo ultimo mondiale, non è riuscito fare il tutto esaurito.

Quella safety car rossa

La gara è stata caotica, dalla safety car al 1° giro (fuori Gasly e Verstappen), alla ripartenza con incidente a catena (ko Giovinazzi, Magnussen, Sainz e Latifi), dalla foratura di Stroll alla seconda ripartenza. Hamilton e Bottas si sono scambiati le posizioni un paio di volte, poi ha vinto il migliore, quello dei 90 successi in carriera, sulla macchina più veloce, la Mercedes che ha toccato le 100 vittorie nell’era moderna della F1. Lewis si è presentato sul podio con una maglietta di denuncia, come parte della sua campagna contro il razzismo: «Arrestate i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor», un’afroamericana ammazzata a Louisville, in Kentucky.

Le Ferrari a tratti erano le macchine più lente in pista e Leclerc è il pilota che ha subito più sorpassi: da terzo a nono. Il suo racconto è sconsolante: «Ho fatto una buona partenza, poi non avevo più il passo. Rimango motivato, ma devo capire che cosa non va, perché così è davvero difficile». Vettel, che nel finale ha dovuto spingere per evitare l’attacco della Williams di Russell, condivide l’analisi del compagno di squadra: «Siamo lenti e non sappiamo il perché». Semplice e chiaro. La SF1000 è stata abbandonata a se stessa. Le altre squadre hanno fatto passi avanti, la Ferrari no. Mattia Binotto parla di problemi profondi che non si risolvono con delle nuove alette. «È una situazione di base più profonda, da cui dobbiamo uscire almeno da qui a fine stagione. Le difficoltà di questa gara? Non abbiamo spiegazioni ». —

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